La gioiosa Pasqua del Cristo Risorto a Scicli

La "folle" festa del Gioia

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SCICLI – Si può definire a tutti gli effetti “la folle festa del Gioia” perchè questa è l’unica festa del Cristo Risorto dove in tutti i sensi si esprime in modo eccessivo ma ammirevole la vera gioia che la festa di Pasqua deve trasmettere ai fedeli, forse un un modo troppo stravagante e folle, ma pur sempre gioia ed entusiasmo.
Questa è la festa più ricca di gioia e sentimenti che esista, anche se non tutto quello che avviene rientra nei canoni della Chiesa; all’esterno si nota soltanto folclore, ma dentro l’animo di ogni fedele che assiste alla festa c’è un grande sentimento di fede e gioia.
Gioia, si, grande gioia; questo aspetto verrà sempre sottolineato, perchè anche se la gente grida, balla, corre, beve, c’è un grande sentimento di fede e gioia; quasi una “festa dei folli”, perchè i portatori del “Gioia” di Scicli abbattono a destra ed a sinistra il simulacro, corrono avanti ed indietro per le vie del paese al ritmo della banda musicale, non rispettano un circuito processionale preciso ma decidono sul momento quale strada far percorrere all’ “Homu Vivu” creando caos e disordine, e se la banda non suona il “Gioia” non viene fatto camminare.
Ma dopo tutto ciò questo è il bello della festa, e tanta gente viene da lontano per vederla creando una folla soffocante.
Tutta quest’allegria viene trasmessa anche dall’espressività dell’artistico simulacro perchè già al solo sguardo il cuore del fedele si riempie di gioia ed esultanza.
Anche chi viene da lontano e non ha la stessa devozione degli sciclitani, o viene per curiosità o non è credente, adotta nel suo cuore il “Gioia”,o forse è lui che adotta e custodisce tra di se l’animo del fedele.
Ed il Cristo corre per le vie del paese benedicendo e proteggendo tutti, portando a tutti l’annunzio della Buona Novella della sua Resurrezione, della sconfitta della Morte, del dono della Vita Eterna che ci ha donato, regalandoci sempre amore, speranza e gioia.
Una cosa che caratterizza questa festa è che i portatori del simulacro, che si accalcano sotto le due lunghe travi per portarlo a spalla per voto, nemmeno per un attimo lo poggiano a terra da qualche parte per riposarsi le spalle, e mentre corrono, lo innalzano e lo fanno abbattere a destra e a sinistra a ritmo delle marce allegre della musica suonata dalla banda; si cantano gli allegri inni dove c’è una grande esplosione di gioia; chi invece non porta il Cristo gli corre dietro oppure balla e salta (più che altro questo lo fanno i giovani ma anche qualcuno di età più matura) perchè tutta quella musica, quell’entusiasmo ed euforia viene trasmessa a tutti: tutto lì è coinvolgente e tutti ballano, cantano e si divertono.
Le processioni in tutto sono quattro: la prima si svolge la mattina intorno alle ore 11,00 con la processione del SS. Sacramento, la seconda avviene intorno alle ore 13,00 con il “Gioia” che esce dalla chiesa di S. Maria La Nova tra l’esultanza dei fedeli e lo sparo di grandiosi fuochi pirotecnici per concludersi nella chiesa della Madonna del Carmelo intorno alle ore 14,30.
Poi, intorno alle ore 16,00 esce nuovamente per la seconda processione con il simulacro, ma questa è l’unica del “Gioia” dove c’è ordine e preghiera perchè viene messo sopra una vara con ruote e si percorre un itinerario ben preciso ed ordinato; questa processione poi si conclude intorno alle ore 20,00.
Infine l’ultima processione incomincia intorno alle ore 23,30 uscendo nuovamente a spalla dalla chiesa della Madonna del Carmelo per ritirarsi nella chiesa di S. Maria La Nova intorno alle ore 3,00 del mattino, ed anche a notte inoltrata c’è un sacco di gente che partecipa fino alla fine.