Trivellazioni, il Governo stralcia dal DEF l’art.35 e Scicli può ‘contare’ sui 53 milioni di euro

Nino Minardo: "E' certamente la scelta più sensata"

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SCICLI – Trivellazioni e pagamento d’imposte ai Comuni, Scicli tira un sospiro di sollievo. Il Governo stralcia dal DEF l’art. 35 che esentava tutte le strutture realizzate in acque territoriali dal pagamento delle imposte, trivelle comprese. “E certamente la scelta più sensata -commenta l’on. Nino Minardo nei confronti degli enti locali comunali”. Il deputato nazionale aveva espresso, la scorsa settimana, disappunto al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, sulla scelta del Governo di inserire l’art 35 nel DEF, che avrebbe determinato uno stop per le 119 piattaforme censite nel mare italiano dal pagamento Ici, Imu e Tasi e che, a quanto pare avrebbe avuto pure effetto retroattivo. Secondo ciò anche il comune di Scicli non avrebbe avuto più diritto a percepire l’imu dalle piattaforme petrolifere come era stato invece stabilito dalla Corte di Cassazione nel febbraio del 2016. Si parla di diverse decine di milioni di euro. “Molti comuni, compreso Scicli- sottolinea Minardo-, attendono con grande auspicio questa opportunità non solo per il risanamento economico-finanziario ma per avviare azioni di ulteriore sviluppo dei settori più a rischio che sono di rilevante importanza per i territori. Il contrario infatti sarebbe stato un durissimo colpo per gli enti locali, già in difficoltà per le note problematiche economiche e finanziarie e di conseguenza faticosamente devono bilanciare i propri conti a scapito dei cittadini. Una buona notizia-conclude Minardo ma continuiamo a vigilare”. L’Anci, l’associazione dei comuni italiani, ha espresso soddisfazione sopratutto per lo scampato pericolo rispetto ai contenziosi già vinti (anche in Cassazione) da alcuni sindaci. “Mi sembra una scelta di giustizia, non poteva essere altrimenti” ha detto il legale Ferdinando D’Amari, che difende il Comune di Scicli.