Salta l’accorpamento delle CamCom del Sud-Est? Dobbiamo ringraziare Siracusa perché Crocetta di Ragusa se ne frega

Da Laboratorio Politico 2.0

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RAGUSA- Tutto avremmo potuto immaginare eccetto che per l’autonomia dell’Ente camerale della nostra provincia, i ragusani dovessero ringraziare Siracusa. Stando a quanto diramato dalla presidenza della Regione Siciliana, se le due CamCom, quella iblea e quella aretusea, non dovranno più accorparsi né tra loro né con Catania, è un risultato frutto dell’attenzione di Crocetta per il territorio di Siracusa. Grazie tante presidente, anche lei è sempre nei nostri pensieri… Così come Crocetta lo è sicuramente per i parlamentari regionali del nostro territorio nei confronti dei quali, evidentemente, il presidente ha voluto lanciare un messaggio tra le righe: la Presidenza è attenta al territorio di Siracusa, mentre di Ragusa se ne frega.
Certo, c’è ancora da comprendere quanto ci sarà di vero rispetto all’annuncio del governatore, visto che la Conferenza Stato-Regioni, a quanto pare, ha rinviato la ratifica del punto alla prossima seduta (una settimana? Forse tre), però se questo è l’andazzo non c’è da stare tranquilli.
E la colpa non è solo di Crocetta, in fin dei conti, ma appunto della classe politica e dirigente della provincia, ovviamente ci riferiamo proprio a quella parte che sostiene il governatore all’Assemblea Regionale Siciliana o il Governo nazionale.
A Siracusa hanno saputo fare squadra, lottare per l’indipendenza della CamCom e, per fortuna, lo hanno fatto un po’ anche per noi e quindi “grazie”. A Ragusa, invece, c’è una palese spaccatura tra chi sostiene l’autonomia e chi spera ancora nell’accorpamento – tra questi pure l’attuale presidente – e sembra che un buon numero di politici, da chi amministra la città fino a chi ci rappresenta nei Parlamenti, e perfino il tessuto economico e produttivo si siano arresi al progetto di smantellamento sistematico della nostra realtà. Il motto di questi anni di regressione crocettiana – altro che rivoluzione – potrebbe essere “se non è commissariato o abolito allora lo sarà”. Il prossimo passo potrebbe essere il Comune. Ma quello, è vero, dipende un po’ dall’approvazione del Bilancio…
La provincia iblea è ormai solo l’ombra di ciò che è stata una volta e non ci resta che rivolgere un appello, a chiunque ne abbia la possibilità, per difendere il nostro territorio e le sue specificità.

Laboratorio politico 2.0