Scicli, scioglimento: il Consiglio di Stato non sana la ferita. Intervista all’attuale amministratore Giorgio Vindigni

E' stato uno dei consiglieri 'ricorrenti' al provvedimento

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SCICLI – Il Consiglio di Stato non sana la ferita inferta alla città di Scicli con lo scioglimento, per infiltrazioni mafiose, del Consiglio comunale nell’aprile del 2015. La terza sezione, con il collegio composto da Marco Lipari presidente, Pierfrancesco Ungari, estensore consigliere, ha confermato la legittimità dell’atto di scioglimento per infiltrazioni mafiose prodotto dal Consiglio dei Ministri due anni fa. E’ stato, infatti, rigettato il ricorso che avevano presentato alcuni amministratori e consiglieri comunali oltre che esponenti della società civile avverso quell’atto che era apparso assurdo per una città che non aveva subito, almeno all’apparenza, influenze di una malavita organizzata.
I consiglieri comunali ‘sciolti’ sono stati difesi in questa azione legale dall’avvocato Gaetano Armao ed avevano fatto un loro punto di forza l’assoluzione, nel primo grado di giudizio, dell’allora sindaco Franco Susino, espressione di una lista civica, dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa pronunciata dal Tribunale di Ragusa il 16 luglio dell’anno scorso.
Quell’assoluzione, si pensava, avrebbe fatto cadere alcune argomentazioni circa i rapporti fra un gruppo di sodali e l’amministrazione comunale. In particolare ai raggi x erano finiti settori come la raccolta dei rifiuti solidi urbani e l’affissione di manifesti elettorali in occasione della campagna elettorale che aveva portato nel maggio del 2012 Franco Susino alla poltrona di primo cittadino con oltre il 55 per cento dei consensi. Lo stesso primo cittadino che in primo grado era stato assolto perchè per il gruppo malavitoso era decaduta l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso convertendola con quella di associazione semplice. Il Consiglio di Stato avrebbe rilevato che seppure il sindaco non fosse stato direttamente responsabile dei fatti accaduti, l’Amministrazione nel suo insieme non sarebbe riuscita a superare la situazione di condizionamento che le strutture amministrative subivano da parte dei sodali il gruppo malavitoso. Il Comune di Scicli, a seguito dello scioglimento del consiglio comunale, era stato sottoposto al regime dell’amministrazione di una triade commissariale composta da funzionari prefettizi fino a quando non si è giunti al ribaltamento con la non proroga dell’atto di scioglimento che aveva portato nel novembre del 2016 a nuove consultazioni amministrative con l’elezione del nuovo sindaco e del consiglio comunale.