Scicli, Opera pia Busacca: assolti Silvio Galizia e Antonino Lo Savio

Erano stati accusati di peculato in concorso e truffa aggravata

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SCICLI – Sono stati assolti perché il fatto non sussiste. L’ex consigliere della Provincia regionale di Ragusa, Silvio Galizia, esponente dell’allora Pdl, è stato assolto assieme ad Antonino Lo Savio, dalle accuse di peculato continuato in concorso e truffa aggravata continuata. I fatti oggetto di indagini vennero condotte dalla tenenza della Guardia di Finanza di Modica si riferiscono agli anni tra il 2005 ed il 2006, con gli episodi che avrebbero come termine il 2008. Silvio Galizia nella qualità di segretario contabile e direttore dell’Opera pia ‘Pietro di Lorenzo Busacca’ di Scicli, difeso dall’avvocato Gianluca Gulino del Foro di Ragusa, ed  Antonino Lo Savio che è stato commissario della stessa opera pia dal 2005 al 2008, difeso invece dall’avvocato Paolo Seminara del Foro di Palermo, erano accusati di essersi appropriati di somme senza le adeguate giustificazioni. Rimborsi spese, trasferte e ristoranti riferibili a più persone, e che non avrebbero avuto le cosiddette ‘pezze giustificative’ sufficienti al rimborso che i due avrebbero ottenuto. Rimborsi deliberati ufficialmente ed ai quali seguirono mandati di pagamento. A Lo Savio erano contestati oltre 20.000 euro di rimborsi tra il 2005 (dieci atti deliberativi e altrettanti mandati di pagamento per oltre 11.400 euro) ed il 2006 (otto delibere ed altrettanti mandati oltre a spese definite varie per 2.500 euro, per un totale di altri 9.400 euro). Inferiori gli importi finiti sotto inchiesta e riferibili a Silvio Galizia: circa 14.000 euro in totale derivanti per il 2005 da nove atti deliberativi e dieci mandati per 7.400 euro, mentre per il 2006 i mandati furono 8 con altrettante deliberazioni, per un totale di circa 4.500 euro. Ed alle indagini della Guardia di Finanza si era aggiunto un controllo contabile commissionato dallo stesso consiglio di amministrazione  dell’Opera pia ‘Pietro di Lorenzo Busacca’ ora Azienda sanitaria di servizi alla persona. Davanti ai giudici, Antonino Lo Savio doveva anche rispondere del reato di truffa aggravata ed il peculato continuato per essersi secondo la tesi accusatoria, appropriato di un bene dell’ente, ovvero un caravan Elnagh acquistato con delibera dell’ente nel 2006, ente che ha personalità giuridica di diritto pubblico fatto che rende quindi i suoi amministratori, pubblici ufficiali, per questo l’accusa è di peculato. Il caravan non venne trovato poi nella disponibilità dell’opera pia da chi subentrò alla gestione Lo Savio. Secondo la tesi accusatoria, il commissario Lo Savio, inoltre non avrebbe operato la decrutazione del suo compenso come previsto dalle norme vignti, appropiandosi in questo modo di circa 2.600 ulteriori euro, somme che appartenevano all’Opera pia. Un doppio passaggio che non si consumò: il primo con un taglio del dieci per cento che l’amministratore stesso non giudicò applicabile alla fattispecie dal suo trattamento economico, ed il secondo con un ulteriore decrutazione del 50 per cento che venne operata invece qualche tempo dopo. Per i giudici, il fatto non sussiste. Il Tribunale collegiale presso Palazzo di giustizia di Ragusa, composto da Vincenzo Saito presidente, a latere Vincenzo Ingaccolo ed Ivano Infarinato, ha pronunciato la sentenza nell’udienza che si è tenuta ieri mattina presso il Tribunale di Ragusa, e che rea stata dedicata alla discussione. Il pubblico ministero, Giulia Bisello, prima che il collegio si riunisse in camera di consiglio per sentenziare, aveva chiseto, al termine della requisitoria, la condanna a cinque anni di reclusione per Silvio Galizia ed a sei anni di reclusine per Antonino Lo Savio. L’Opera pia ‘Pietro di Lorenzo Busacca’ che si era costituita parte civile attraverso l’avvocato Nigro aveva chiesto invece un risarcimento del danno.
Fonte:Il giornale di Sicilia