“Perché in Sicilia il costo dell’acqua aumenta”, intervento di Resi Iurato della lista “Cento passi”

SPAZIO ELETTORALE AUTOGESTITO A PAGAMENTO

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SCICLI – “I costi delle delle acque potabili e di quelle irrigue hanno raggiunto in Sicilia vette improponibili per le famiglie e per gli agricoltori, a fronte di servizi scadenti o scadentissimi.” Così Resi Iurato, candidata per la lista Cento Passi di Claudio Fava. I Consorzi di Bonifica, enti con una storia prestigiosa alle spalle, sono trattati dalla Regione Siciliana come postifici per operai stagionali che vivono nel precariato e che sono perciò soggetti ad ogni ricatto, specialmente nei periodi elettorali. Vengono invece tenute in disparte le professionalità che nei Consorzi ci sono e ci sono sempre state.

In merito ai costi dell’acqua e la qualità del servizio agli utenti, “la distribuzione delle acque potabili in Sicilia – afferma Resi Iurato – raggiunge a singhiozzo una famiglia su tre, contro una media nazionale di una su dieci. Anche in questo caso i costi raggiungono numeri insopportabili”.

Condividiamo senza riserve la posizione assunta dai promotori della legge di iniziativa popolare sull’acqua, che nella seduta della IV Commissione Ambiente all’ARS del 18 maggio di quest’anno avevano chiesto conto dei gravi ritardi al Presidente Crocetta, all’Assessore Contraffatto, al Dirigente generale del Dip. Acqua e rifiuti Pirillo, senza ottenere alcuna assicurazione concreta sulla piena attuazione della legge regionale n. 9 del 2015.

Sul ruolo assunto dalla Regione Resi Iurato si esprime con la solita chiarezza: “Si tratta di una situazione ormai pesantissima che è stata determinata dalle omissioni della Regione Siciliana, sulla gestione dell’acqua vi sono state numerose inadempienze che ora Crocetta pretende di scaricare sugli Enti Locali.”

Gravissima è la preoccupazione che i poteri forti vicini a Crocetta, e che ora si sono riversati nelle liste di centro e di destra, tentino un colpo di mano per trasferire la gestione dell’acqua alle imprese private, imprese che non hanno nessun interesse ad investire in nuovi impianti, ma  che sperano di realizzare facili guadagni mediante il dis – servizio di distribuzione ag.i utenti, come testimoniato da esperienze di servizi scadenti e costosi affidati ai privati e avvenute proprio in Sicilia. Dal movimento pentastellato, purtroppo, completamente destrutturato com’è per sua propria scelta, non ci attendiamo alcun aiuto concreto per contrastare un fenomeno altamente strutturato come quello degli alti costi dell’acqua e della bassa efficienza della distribuzione che imperversa nella nostra regione.

Conclude Resi Iurato “Per affrontare un problema grave come quello dei costi alti e dei servizi bassi occorre caricarsi di responsabilità, lavorare insieme politica e società civile, riconoscere ed estromettere chi vuole lucrare sui bisogni della gente. Noi lavoreremo per quella che chiamiamo “la Civiltà dell’Acqua in Sicilia”, con azioni che possono essere compiute e vinte se il 5 novembre nessuno resterà a casa accanto ai portafogli sempre più vuoti e ai rubinetti sempre più asciutti e compirà con noi i Cento Passi insieme a Claudio Fava.