“A San Biagio e dintorni si controllino tutti i pozzi. Anche quelli più profondi”

Nota di Sinistra italiana di Scicli

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SCICLI – Nella nota dell’assessore all’Ecologia di Scicli apparsa sulla stampa il 30 gennaio si legge del danno arrecato dal recente maltempo ad una parte della copertura della discarica di San Biagio. Si enumerano gli interventi in corso e quelli programmati e si informa che il processo per la gestione post mortem della discarica è già stato avviato. Il testo di una interrogazione presentata il 29 gennaio dalla minoranza, per come riportato in virgolettato sulla stampa, a firma Buscema, Giannone, Marino, Morana, Trovato, riferisce sui possibili inquinamenti che riguardano la contrada San Biagio, ma non fa alcun cenno all’impianto per il trattamento di 115 tonnellate annue di rifiuti pericolosi che Acif srl intende mettere in esercizio nelle vicinanzeConcordiamo sulla necessità di agire per contrastare il grave fenomeno del percolato proveniente dalla discarica dismessa e al momento valutiamo positivamente la tempestiva risposta dell’assessore all’Ecologia. Ma non comprendiamo come mai nell’interrogazione non si sia voluta cogliere l’opportunità di un richiamo alle gravissime questioni ambientali messe in evidenza dalla assemblea, estremamente partecipata, tenutasi a Scicli venerdì scorso, proprio sulla questione dei trattamenti ai rifiuti pericolosi in contrada Cuturi; assemblea voluta e organizzata dal Comitato Volontario per la Salute Ambiente e Territorio di Scicli e dal locale Circolo Legambiente.
La proposta di effettuare controlli capillari dei terreni e dei pozzi di contrada San Biagio e delle aree limitrofe è condivisibile e noi crediamo che tale richiesta debba essere estesa a tutti i pozzi di ogni natura, romani o trivellati, idrici o meno, che sono stati aperti in quelle contrade e anche a quelli che, nel tempo, sono stati chiusi.