Scicli, ritardo attivazione della Neuroriabilitazione all’ospedale ‘Busacca’

La senatrice Venera Padua ripercorre la vicenda del nosocomio sciclitano e dell’Ircss Bonino-Puleio di Messina

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SCICLI – “È da tempo che desidero dare notizie sulla tormentata vicenda che ha coinvolto la storica struttura sciclitana del Busacca e l’Ircss Bonino-Puleio di Messina”.

E’ quanto dichiarato dalla senatrice uscente Venerina Padua in merito alla fase di stallo che persiste da tempo sull’attivazione della neuroriabilitazione al ‘Busacca’ di Scicli. “Era l’aprile 2014 -dichiara Venera Padua- quando incontrai l’allora direttore generale dell’Asp 7 e ci confrontammo sul tema della disabilità e delle cause che avevano determinato l’annullamento del protocollo d’intesa tra l’Asp e l’Ircss di Troina che prevedeva la nascita del Centro per lo spettro autistico al Busacca di Scicli. Il direttore generale –continua Padua- mi rispose che il protocollo era stato sospeso in autotutela e che era pronto a stipularne un altro con un diverso centro specialistico”. Perché la struttura sciclitana fosse individuata come sede satellite dell’Ircss la senatrice uscente del PD Padua rimarca nella nota il suo impegno “incessante per lunghi, lunghissimi mesi –commenta Venera Padua- perché tutto ciò si realizzasse. Ho sollecitato ripetutamente tutti gli attori coinvolti: il ministro Lorenzin e i due sottosegretari interessati, gli assessori alla Sanità e naturalmente i vertici amministrativi e sanitari del Bonino-Puleio. Finalmente -prosegue Padua- si arriva alla firma di un protocollo che prevede la realizzazione di questo progetto”. Un importante passo per tutta la comunità iblea, definito dalla senatrice uscente del Pd Venerina Padua, che “avrebbe potuto fruire –sottolinea Padua nella nota- della riabilitazione più innovativa e l’ospedale Busacca riavere vita e dare servizi e risposte a chi, sinora, è stato ed è costretto a stare lontano da casa per lunghi mesi quando ci sono problemi seri”. Dopo la firma del protocollo col Bonino “c’è stato un bloccocommenta Padua– che è durato troppo a lungo ma lavoro per cercare di comprendere e superare gli ostacoli con un fine: non rischiare di perdere un’occasione preziosa per la Sanità iblea”. Nel frattempo, prosegue nella nota Venerina Padua, “cambia il vertice aziendale ed il nuovo commissario si dimostra sensibile alla problematica e si adopera con solerzia ma si viene a scoprire che ci sono delle inadempienze tecniche da colmare”. Ma a bloccare tutto “l’incompiuta da anni che riguarda il Busacca: la messa a norma del monoblocco (che non riguarda il padiglione che ospiterà il Bonino)”. Nel contempo “sono stati acquistati –continua Padua- gli arredi necessari dalla Asp e le macchine robotiche dal Bonino, il padiglione è stato tinteggiato ma non si può partire perché il monoblocco non è a norma. Altro mio grande dispiacere –sottolinea Padua- è rappresentato dal fatto che noi rimaniamo gli ultimi, nonostante il lavoro fatto da me senza sosta. Gli altri centri satelliti siciliani sono già partiti (Salemi, Palermo, Catania e Caltanissetta). Avrei davvero desiderato-conclude Padua- vedere concluso questo lavoro ma non dispero: so che tutti e tutte vigileremo e che presto il Bonino sarà una realtà anche per la nostra comunità iblea”.