“Dignità e diverse abilità” un momento di riflessione e spettacolo nel salone di Fatima

Su iniziativa dell'associazione 'Comunità Papa Giovanni XXIII'

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SCICLI – Nell’ambito delle iniziative che ricordano il decennale della morte di don Oreste Benzi, fondatore della Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, si è tenuto nei giorni scorsi a Scicli nel salone della parrocchia Madonna di Fatima un momento di riflessione e spettacolo per approfondire il tema della dignità della persona con disabilità. Ai lavori ha preso parte, tra gli altri, anche il vice-responsabile generale della comunità cattolica, Primo Lazzari, il Vicario generale della Diocesi di Noto Don Angelo Giurdanella, il vicesindaco, con delega al benessere di comunità, Caterina Riccotti e Giovanna Inì della comunità Papa Giovanni XXIII.
“La Comunità Papa Giovanni XXIII vuole giungere- è stato detto nel corso del convegno- ad un pieno riconoscimento della dignità della persona disabile, sia fisica che mentale e del suo ruolo essenziale nella costruzione di una umanità e di una società nuova. “Questo perché- è stato sottolineato- le membra più deboli sono le più necessarie: la persona con handicap non diventa quindi un oggetto di assistenza ma una risorsa, una ricchezza che crea vita”. La Comunità con il servizio alle persone con disabilità si pone, tra l’altro, come obiettivo il sostegno e la formazione alle famiglie e alle realtà comunitarie a contatto con la disabilità affinché lo spirito d’accoglienza che si vive pienamente possa sempre di più evolvere in un pieno riconoscimento della dignità, delle abilità, e della specificità della persona accolta. Hanno arricchito il convegno la proiezione di un video delle testimonianze di impegno nel sociale ed uno spettacolo teatrale a cui hanno presso parte ragazzi diversamente abili. Non è mancato l’intervento del vice sindaco Caterina Riccotti in rappresentanza dell’amministrazione comunale che sin dal proprio insediamento ha puntato sul diritto di cittadinanza dei più deboli come termine di riferimento per misurare il grado di accesso di tutti alla cosa pubblica. La riorganizzazione dei servizi sociali di questi mesi, con il recupero di un arretrato significativo in termini di azione e programmazione, ha permesso oggi di attingere anche ai fondi del Piano di Zona per interventi mirati in favore di chi è meno fortunato.