Morte di Piero Guccione, martedì la camera ardente nel settecentesco palazzo Spadaro

Al termine, in via Mormina Penna, si terra' un rito funebre civile

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SCICLI – “Guccione e’ come il guardiano del faro, che presidia la civilta’, osservando l’ultimo orizzonte, misurando il suo e il nostro destino con l’infinita’ del mare. Ora Piero continua a esistere in quell’azzurro, che parla di lui. Essenza della sua esistenza”. Lo scrive il critico d’arte Vittorio Sgarbi, a commento della scomparsa di Piero Guccione. Guccione, fondatore componente ed ispiratore del cosiddetto “Gruppo di Scicli” e’ morto ieri a Modica. Ne “L’Estasi dello sguardo“, Gesualdo Bufalino a cui lo legava profonda amicizia diceva di lui: “… Ebbene, caro Piero, il segreto della tua pittura a me pare stia qui: nell’aver trovato il punto di fusione armoniosa fra vista, visione e visibilio; nell’aver scoperto la giuntura fra quelle due parallele, apparentemente incomunicabili, che sono la verita’ e l’incantesimo. Questo mi pare il senso della tua arte, che unisce insieme la pieta’ per un mondo offeso dall’uomo e una sete insaziabile d’innocenza“, lo ricorda la Fondazione Bufalino di Comiso. Lo scrittore Marco Steiner, su Guccione commenta: “Ho capito molte cose da queste tre parole: vista, visione, visibilio…Il colore del Mare oggi e’ piu’ triste…“. L’amministrazione comunale di Scicli citta’ dove Guccione e’ nato e dove ha trovato il suo scrigno e rifugio creativo, allestira’ la camera ardente a palazzo Spadaro, martedi’ 9 ottobre, dalle 9 alle 18. Al termine, in via Mormina Penna, si terra’ un rito funebre civile.Dire Guccione, nel mondo, ha significato dire Scicli, e questo ha portato lustro, prestigio, fama alla citta’ di suo padre, umile sarto che insegno’ a Piero l’arte del disegno“, dice il sindaco Enzo Giannone. Il Comune ha deciso di destinare l’ex Convento del Carmine a sede della nascitura Fondazione per ricordare l’opera del Maestro. Il commissario del Libero consorzio tra comuni, Salvatore Piazza, scrive: “Guccione sapeva infondere generosamente tutto se stesso nella sua arte: sentimenti, passioni, ideologia, spirito sempre fiero e coerente nella battaglia per il rinnovamento della pittura italiana e fino alla fine nella difesa e attuazione dei suoi principi ideologici e pittorici“. E proprio sulla caratura di Piero Guccione, interviene anche la Cgil di Ragusa: “Ciao grande Maestro…Ci mancherai, mancherai sopratutto a questo Paese sempre di piu’ orfano di intellettuali e maestri. La Cgil Ragusa ricorda il manifesto “A Di Vittorio – Alla sua passione morale” del 1987, che riproduce il pastello originale di Guccione eseguito nel 1986 per la Direzione della Cgil Nazionale in vista delle celebrazioni per il trentesimo della morte di Giuseppe Di Vittorio, politico, sindacalista antifascista. L’immagine di Di Vittorio venne utilizzata anche per la tessera Cgil del 1993.

 

 

Fonte Agi