Impianto Acif, lettera aperta al Sindaco di Scicli

Firmata dal presidente del Comitato “Tutela Salute, Ambiente e Territorio”

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Egregio signor Sindaco,

In relazione ai fatti che riguardano la ditta Acif e l’impianto per il trattamento di 200.000 tonnellate annue di rifiuti pericolosi e non pericolosi nelle campagne a ridosso dell’abitato di Scicli, La invitiamo a valutare la irrinunciabilità delle azioni e dei provvedimenti a tutela della Comunità, che elenchiamo in conclusione alla presente.

Premettiamo che:

  • Tra i 28 marzo e il 4 aprile 2018 Legambiente inviò il medesimo circostanziato esposto a più enti territoriali, fra i quali il Genio Civile di Ragusa e il Comune di Scicli (4 aprile).
  • Il 18 maggio 2018 l’ufficio provinciale del Genio Civile, espletati gli opportuni accertamenti, provvide a riscontrare gli abusi, ad emettere conseguente ordinanza di immediata interruzione dei lavori condotti senza autorizzazione e a sporgere denuncia alla Procura della Repubblica di Ragusa, notificando il proprio provvedimento anche al Comune di Scicli.
  • Il 21 settembre 2018 il settore urbanistica dell’ufficio tecnico del Comune di Scicli, completati i controlli di propria spettanza, attesa vanamente la scadenza della proroga di giorni trenta richiesta dalla ditta con il fine di presentare “elaborati tecnici e relazione tecnica relativamente alle opere abusivamente realizzate”, ha emesso ordinanza di demolizione di gran parte dell’impianto ACIF esistente, perché riconosciuto “abusivo”. Qualora l’ordinanza non venisse eseguita, seguirà l’avvio della procedura per l’acquisizione gratuita degli immobili abusivi al patrimonio del Comune di Scicli.

Ritenendo che la Ditta ricorrerà al Tribunale Amministrativo per contrastare l’ordinanza comunale di demolizione e i conseguenti provvedimenti di legge, inoltriamo alla Sua attenzione le seguenti considerazioni. La nostra comunità si aspetta che l’Amministrazione vorrà tutelare l’operato del Suo ufficio resistendo al presumibile ricorso. Si augura pertanto che Lei non ripeterà il ragionamento fatto in occasione del Consiglio comunale aperto del 5 aprile scorso, quando respinse la precisa richiesta di presentare un ricorso “ad adiuvandum” a supporto di quello presentato da Legambiente, da Associazioni culturali e ambientalistiche locali e da alcuni privati cittadini poi costituitisi in Comitato. In quell’occasione ebbe a dire che non intendeva presentare il ricorso perché doveva evitare possibili danni economici all’Amministrazione comunale. Ragionamento “irricevibile”, atteso che difendere il territorio dagli abusi edilizi e dal possibile inquinamento ambientale, è compito preminente dell’Amministrazione Comunale. La nostra comunità si aspetta che l’Amministrazione vorrà riprendere la sua stessa richiesta di annullamento alla Regione Siciliana dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) all’ACIF, ancora “sub iudice” nonostante le rassicurazioni e gli impegni del presidente Musumeci, integrandola con quanto appurato dal suo ufficio tecnico in merito agli abusi edilizi dell’impianto esistente. Se l’esistente è abusivo, è mai possibile autorizzarne l’ampliamento? Non vorremmo che, anche in questo caso, Lei non tenesse in considerazione quanto emerso successivamente alla Sua richiesta di annullamento: allora rifiutò di accogliere quanto suggerito da questo Comitato, che attraverso una attenta disamina della procedura di approvazione e della annessa documentazione, rilevò gravissime illegittimità, tra cui l’assenza dei pareri obbligatori – e non acquisibili con il silenzio-assenso – dell’ARPA, a tutela dell’ambiente, e del Sindaco di Scicli (nella fattispecie la Commissione Straordinaria), a tutela della salute pubblica. Questo Comitato fu costretto a presentare autonomamente – di certo con minore autorevolezza e minore possibilità di ascolto– una ulteriore richiesta di annullamento dell’AIA. La nostra comunità si aspetta che Lei segnalerà nelle sedi competenti le discrasie tra le dichiarazioni del legale rappresentante dell’ACIF e le irregolarità urbanistiche, edilizie e della normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro dell’impianto esistente – che rendono viziate sia la concessione del finanziamento del MISE, sia l’AIA concessa dalla Regione per l’ampliamento dell’impianto. In merito alla regolarità urbanistica del vecchio impianto (riguardo al quale sono fatte, appunto, le dichiarazioni di “regolarità”) Le ricordiamo che nel 2010 l’UTC per ben due volte dichiarò che esso non era conforme alle norme del PRG, che vieta in zona agricola le lavorazioni di cui al D. Lgs. 152/2006; tant’è che l’ampliamento fu successivamente autorizzato “in variante al PRG”. E le ricordiamo che Comune di Scicli e Provincia di Ragusa – senza averne i poteri – autorizzarono la lavorazione di materiali per i quali, in forza del D. Lgs. N.4/2008, era già inammissibile la procedura semplificata, ed era quindi, già a quel tempo, indispensabile l’AIA regionale, che invece fu concessa per l’ampliamento solo nel 2016. La nostra comunità, infine, si aspetta che Lei – quale primo tutore della Salute Pubblica – vorrà rassicurarla, richiedendo e facendo eseguire i dovuti accertamenti in merito a quanto emerso nel sopralluogo dei Suoi tecnici relativamente   al “pozzetto del diametro di circa m. 1,50… che riceve acque di scarico da una tubazione interrata”. Acque di che tipo? Di quale scarico? Al riguardo, Le ricordiamo che nella prima versione del progetto di ampliamento presentato dalla ditta Acif era previsto che le acque di scarico finissero in “pozzi perdenti”, del tutto simili a quelli riscontrati in loco dai sopralluoghi del Genio Civile e dell’ufficio urbanistica del Comune; e che furono poi eliminati dal progetto in una successiva redazione a seguito delle osservazioni dell’ARPA.
In conclusione Le chiediamo di voler assumere con forte e risolutiva determinazione il suo ruolo di garante della salute dei cittadini e del territorio, agendo lungo le seguenti direttrici:

  • contrastando per via giudiziale l’eventuale ricorso al TAR della ditta Acif avverso il provvedimento di demolizione emesso dal suo Ufficio Tecnico il 21 settembre 2018;
  • reiterando la richiesta di annullamento dell’AIA presentata nel maggio 2017 integrata delle nuove risultanze;
  • verificando ed eventualmente denunciando la congruità con quanto accertato dal Suo ufficio delle dichiarazioni al MISE e alla Regione Siciliana del legale rappresentante dell’ACIF;
  • promuovendo accertamenti in merito alle acque di scarico “interrate” nel pozzetto evidenziato dai Suoi tecnici e negli altri presenti all’interno dell’impianto;
  • intervenendo a sostegno del ricorso al TAR presentato il 9 maggio 2016 da Legambiente Sicilia, da Associazioni locali e da privati cittadini – che non hanno esitato ad assumersi rischi e oneri per salvaguardare la Città – introducendo nel giudizio i nuovi e pesanti elementi di valutazione emersi dopo quella data.

Scicli 9 ottobre 2018

Il Presidente del Comitato
Tutela Salute, Ambiente e Territorio
Giovanni Scifo