Scicli, l’amministrazione replica alla Cgil

Il sindaco e la giunta ribattono su quanto affermato dalla sezione territoriale del sindacato su presunte problematiche legate al personale dipendente dell’Ente

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SCICLI – Non si fa attendere la replica da parte dell’amministrazione su quanto affermato in una nota, diffusa nei giorni scorsi, dalla Cgil Ragusa su presunte “Problematiche del personale dipendente dell’Ente su: liquidazioni indennità, carichi lavoro e integrazione oraria”. Nelle ultime ore è stato sottoscritto, dal primo cittadino Enzo Giannone e dalla giunta municipale, un documento con il quale l’amministrazione ribatte su quanto affermato dalla Cgil.

Di seguito il documento dell’Amministrazione con cui replica alla FP Cgil:

“Il lungo documento a firma della FP CGIL teso ad evidenziare ritardi, omissioni, ingerenze tra gestione amministrativa e direzione politica, segnano chiaramente l’atteggiamento, nervoso e ansioso, di chi vorrebbe tutto e subito non rendendosi conto delle condizioni reali e degli stati di fatto che costruiscono la politica del possibile e del sostenibile. La cosa che stranizza e che lo faccia un solo sindacato, la CGIL il cui carico di storia, di lotte e di passione viene contraddetto e tradito dal linguaggio e dal metodo di questa nota che sembra il frutto di un astio, di un livore e di un risentimento per il quale non abbiamo mai dato occasioni e spunti e non è certamente mosso  dalla logica delle cose e soprattutto lontano dalla verità dei fatti e dei comportamenti. Cominciamo con il dire, venendo al merito delle questioni, che il comune di Scicli è un ente che si trova in condizioni di Piano di riequilibrio con lo status di “strutturalmente deficitario”, condizione dalla quale vogliamo uscire nel minor tempo possibile e adesso stiamo ponendo le migliori condizioni per farlo, non solo per migliorare la qualità della vita della comunità amministrata ma anche e soprattutto per quei dipendenti pubblici che erogano a quella stessa comunità beni e servizi. Scritto questo sull’integrazione oraria, sulla quale abbiamo ottenuto con i sindacati tutti, risultati condivisi e giudicati apprezzabili per gli atti già compiuti, attendiamo per le delibere predisposte l’autorizzazione della commissione ministeriale: Poi le indennità relative all’anno 2016 sono state fatte. Per quelle del 2017 pure eccezion fatta per la produttività che a breve saranno erogate così come saranno a breve erogate sia le indennità di turno e di reperibilità relative all’anno 2018. La delibera relativa al regolamento delle performance è stata adottata ed è operativa così come è stata fatta la delibera sul regolamento degli incentivi tecnici. Stiamo seguendo con particolare attenzione la valutazione dei dipendenti che è in fase di definizione. Sul contratto integrativo, che è documento di primaria importanza per disciplinare il rapporto con i dipendenti, abbiamo sollecitato ad attivarne la redazione , ma come si sa nel contesto di una delegazione trattante, trattandosi di contrattazione, tra la parte pubblica e quella sindacale. Come detto abbiamo dato le nostre indicazioni. L’argomento è puramente gestionale. Sui carichi di lavoro va fatto un discorso meno semplice e più articolato.
Esso si origina da una precaria situazione finanziaria che affonda le sue radici nel tempo e non consente, oggettivamente e al di li sopra delle opinioni, di garantire un legittimo e doveroso turn over al fine di allargare la platea e quindi la destinazione e la ripartizione dei carichi di lavoro con un personale nuovo che non si è, per i vincoli di finanza pubblica e in presenza di un piano di riequilibrio, in condizione di poter assumere e quindi mantenere. In questa direzione troviamo utile ricordare che molti servizi, che sono erogati dall’ente, sono stati esternalizzati e questo rende meno drammatico il quadro. Sull’accusa di ingerenze degli amministratori sulla gestione degli uffici. Ricordiamo prima a noi stessi che la parte politica non avendo alcuna titolarità sulla gestione amministrativa ne mantiene sia la direzione che il controllo. Ed è proprio il controllo quello che non deve mettere in condizione l’ente di dover sopportare e subire ritardi negli adempimenti degli atti, molti dei quali presentano termini perentori assai gravosi per il Comune. Ciò significa che se atti vanno fatti entro un termine ben preciso e questo termine non è stato rispettato nel corso dell’anno solare, allora scatta una azione di salvaguardia, per l’ente e non per l’amministratore, con una direttiva che consiste nell’ evadere 1200 procedimenti in 5 giorni. Quelle sin qui narrate sono le motivazioni della nostra azione e sarebbe più saggio da parte della FP CGIL aziendale fare una disamina meno istintiva e più legata alla ragione delle cose, che in quanto tali attendono solo di essere discusse nella consapevolezza, ed è qui che forse si chiede troppo, che la controparte agisca seriamente per affrontare e risolvere i problemi, liberandosi dai nervosismi e dalle ansietà”.