Grotte di Chiafura: “Qual è lo stato attuale e a quando l’apertura del parco?”

L’esponente del Partito democratico Claudio Caruso si rivolge all’amministrazione

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SCICLI – Continuano a susseguirsi gli interventi delle forze politiche locali le quali chiedono all’amministrazione comunale chiarimenti sullo stato attuale e sulle prospettive riguardanti alcuni beni culturali della città. Dopo l’ex convento del Carmine, a finire sotto la lente d’ingrandimento è il parco archeologico di Chiafura. L’antico quartiere rupestre di Scicli è stato fatto oggetto d’interrogazione da parte del consigliere comunale del Pd, Claudio Caruso. “Nelle settimane scorse –esordisce Claudio Caruso- abbiamo rilevato lo stato di desolazione e di abbandono nel quale versa il ‘Parco di Chiafura’, nella collina di San Matteo”. Una situazione di degrado che colpisce gran parte dell’area rupestre, nella quale il consigliere del Pd rileva la presenza di una carcassa sulla terrazza che si affaccia sulla cava di San Bartolomeo, insieme a vasi rotti, una scritta sul muro di contenimento e un materasso abbandonato a ridosso dello stesso. “Piante e sterpaglie –aggiunge Caruso– hanno invaso gran parte delle grotte nonchè la via d’ingresso al sito, che risulta sbarrata”. Il consigliere del Pd Caruso, nel corso dell’interrogazione, fa riferimento al comunicato stampa del 4 agosto 2017 del Comune di Scicli dal titolo ‘Apre Chiafura’. “Con questo documento –afferma Claudio Caruso- l’amministrazione comunale diceva di aver provveduto a illuminare e pulire i percorsi, lavorando per l’apertura del quartiere rupestre, della reception, lungo il primo livello ed ancora di come la giunta Giannone ha in animo di aprire il sito ai turisti, a titolo gratuito ecc. Inoltre –prosegue Caruso- mentre il Comune di Matera, le cui grotte richiamano con grande insistenza proprio l’area rupestre di Chiafura, diventa Capitale della Cultura Europea 2019, questo stato di abbandono appare ancora più ingiustificato per la nostra città”.

Nella foto il consigliere comunale Claudio Caruso

Caruso continua col sottolineare di come “l’arch. Ignazio Lutri, che nei primi del 2000 aveva guidato la ditta specializzata di Ragusa che si era occupata dei lavori di recupero, ha auspicato un intervento di soluzione immediata per garantire la gestione del sito rupestre e la contestuale fruizione da parte della comunità sciclitana e dei numerosi turisti che chiedono di vederla”. Sempre restando in tema di fruibilità del sito Caruso afferma che “il Club Unesco di Scicli conferma di aver presentato, già da due anni, un progetto al Comune di Scicli che, previa una buona scerbatura dell’area –si legge nella nota-, permetterebbe di rendere fruibile l’area in poche settimane, perimetrando con un corrimano la terrazza presente sul primo livello per consentire la visita di un paio di grotte, in modo da qualificare l’intera zona”. L’intervento del consigliere comunale del Pd termina proponendo una formale interrogazione al Sindaco “per avere informazioni circa lo stato di fatto del Parco di Chiafura e quali atti ha adottato (o intende adottare) questa ‘Amministrazione comunale per procedere alla celere aperura al pubblico dello stesso”.