Da (ex) Sindaco a Sindaco, Giovanni Venticinque scrive a Enzo Giannone

A proposito di tributo comunale sui rifiuti e sui servizi

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AL SIGNOR SINDACO

DEL COMUNE DI SCICLI

Oggetto: Lettera Aperta

Splendida la mia città che veglia ai piedi degli Iblei a poca distanza dal mare di Guccione. Pensavo un tempo di lasciarla in buone mani questo gioiello dell’UNESCO …! Invece vedo andare indietro tutti i buoni propositi, mentre ogni servizio alla comunità si ritorce come parodia drammatica contro i miei cittadini e anche me stesso. Sig. Sindaco, tutto inizia a causa di una semplice raccomandata da ritirare presso l’Ufficio Postale, ritiro che può avvenire, come da direttive, non prima dei tre giorni dal notificato avviso. Sig. Sindaco, quei tre giorni di attesa per me sono stati un dramma, una tragedia Sig. Sindaco, mi creda, tre giorni di attesa per conoscere mittente e contenuto della missiva, sia buono che portatore di nefaste notizie, sono snervanti per qualsiasi persona. Provi ora Lei ad immaginare anche solo per un attimo cosa possano provocare tre giorni di fiato sospeso per una persona come me che ha subito un intervento al cuore, che ha seri problemi familiari, che ha, per rincarare la dose, tre processi alle spalle di cui l’ultimo ancora in attesa di pubblicazione e relativa notifica di sentenza da parte della Cassazione e che da circa dieci anni a questa parte è solo abituato a ricevere raccomandate di notifiche foriere di pessime notizie. Un incubo! Ma continuiamo. Dopo tre giorni estenuanti e tesi e notti insonni, arriva il giorno fatidico del ritiro, recandomi di primo mattino presso il suddetto Ufficio così da anticipare ogni fila allo sportello. Sig. Sindaco, non le dico il sospiro di sollievo, abbandonando ansia e paura, quando l’impiegato all’atto della consegna mi anticipò che il mittente era il Comune di Scicli! Fu tanta la gioia che ebbi ad esclamare: “Meno male che almeno questa volta non si tratta di Magistratura varia, Tribunali o avvocati!” Intuizione infelice. Sig. Sindaco, anche questa volta una raccomandata notificatami era messaggera di cattive notizie. Trattavasi, infatti, di un provvedimento di accertamento e notifica di evasione fiscale per mancato pagamento della T.A.R.E.S., risalente all’anno 2013, in cui mi si invitava a pagare la somma dovuta con l’aggravio di sanzione amministrativa, interessi maturati dal 2013 al 2018, spese postali (pure!) e della relativa notifica. In sintesi dovevo ripagare quanto avevo già corrisposto a suo tempo da buon cittadino! Non mi restava che tornare mestamente a casa e ricercare ricevuta di riscontro. A casa iniziai immediatamente le ricerche della ricevuta del versamento a suo tempo effettuato, ma Sig. Sindaco, per quanta meticolosità avessi, niente di niente, non riuscivo a trovarla. La mia ricerca non finì a casa, continuai, infatti, presso l’Ufficio Tributi del Comune e anche qui nulla da fare, nessun riscontro o traccia dell’avvenuto pagamento. Restava un’ultima sola possibilità: una ricerca in banca dove vagamente ricordavo di aver fatto il versamento. Intuizione felice Sig. Sindaco (almeno una volta), infatti risultava sul mio estratto conto un bonifico datato gennaio 2014 nei confronti del Comune per il pagamento della sopracitata T.A.R.E.S. Avuta dalla banca una ricevuta di riscontro sanai il tutto, chiedendo l’annullamento del provvedimento menzionato. Sig. Sindaco se da un lato finisce la mia personale vicenda, convulsa di ansie, preoccupazioni e perdita di tempo per colpa di una banale raccomandata notificatami dall’Ente, a rivendicare, tra l’altro, una spettanza già a suo tempo percepita, il tutto per dimostrare che sono tra gli onesti cittadini che pagano le loro tasse, così da meritarmi il plauso dell’amministrazione “magra consolazione, ne conviene signor Sindaco!” di certo non finisce il calvario per oltre 4239 sciclitani, perché tante sono le raccomandate inviate dall’Ufficio preposto all’utenza. Come a dire che in questo paese più o meno un cittadino su sei è moroso o presunto tale. Alla luce di quanto esposto, lascio a Lei Sig. Sindaco e ad ogni singolo cittadino trarre ogni dovuta considerazione e riflessine in merito, da parte mia resta solo un dubbio che non so spiegarmi e che magari insieme a Lei vorrei capire. Come mai il nostro paese, ricco di storia e di cultura, meta di migliaia di turisti e patrimonio dell’Umanità, con un Ufficio Tributi ligio e fiscale a riscuotere tasse, poi, si riscontra dagli ultimi dati (luglio 2018) elaborati e pubblicati dall’Ente Regione Dipartimento dell’Acqua e dei Rifiuti che il nostro paese si trova posizionato al 359° posto sui 390 comuni virtuosi siciliani! Come a dire fanalino di coda e pertanto soggetto al pagamento di una tassa extra (naturalmente come sempre a carico dei nostri concittadini) per aver fallito gli obiettivi imposti dalla Regione stessa. Concludo Sig. Sindaco e non me ne voglia, Lei uomo di sinistra, per certi versi rivoluzionario e nostalgico, che ad ogni piè sospinto intona “Bella Ciao”, non ha mai pensato che qualcuno, magari anche tra quelli che l’abbiamo sostenuta, possa di contro intonare a rivalsa, presa in prestito dal repertorio canoro e patriottico dei cugini francesi, “La Marsigliese”?

GIOVANNI VENTICINQUE