Mancato finanziamento ascensore collina della Croce, le precisazioni del sindaco Giannone

Il primo cittadino replica al Sovrintendente uscente Calogero Rizzuto

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SCICLI – Di seguito l’intervento del sindaco di Scicli Enzo Giannone. “Come Sindaco di Scicli mi corre l’obbligo di intervenire sulle parole espresse dal Sovrintendente di Ragusa uscente, Calogero Rizzuto, che nel corso della conferenza stampa di commiato dall’incarico, ha attaccato proditoriamente l’amministrazione di cui sono a capo per la perdita del finanziamento del progetto dell’ascensore dell’ex convento della Croce. Visto il contesto della conferenza basata su un bilancio delle cose fatte e di un saluto alla stampa e a quanti erano presenti in quella occasione, che nessuno sentiva il bisogno di ascoltare una polemica così aspra per la quale intendo entrare nel merito. Il Comune di Scicli, come riferito in altra precedente occasione, non è titolare di alcun progetto di ascensore per collegare il quartiere San Bartolomeo all’ex convento della Croce. E’ la Regione Siciliana titolare del progetto. Eppure, è accaduto, ed è agli atti, che la Regione abbia chiesto al Comune copia del progetto di ascensore! La storia di quel finanziamento ha del sorprendente. Un’opera pubblica che, stando alla legge, non poteva neanche essere ipotizzata in nuce.

Nella foto il sindaco di Scicli Enzo Giannone

Mancavano, infatti, i requisiti minimi di fattibilità tecnico-geologica. In conferenza di servizio fu obiettato all’ente regionale proponente che mancavano i presupposti basilari perché l’opera pubblica venisse anche solo immaginata. Il 2 aprile 2019 l’Assessorato Territorio e Ambiente ha scritto al Comune di Scicli chiedendo testualmente ‘documentazione relativa all’ubicazione e alla tipologia delle opere previste dal progetto al fine delle necessarie verifiche da parte dello scrivente servizio sulla compatibilità con le opere di difesa realizzate’. Non è inutile ricordare che la zonizzazione urbanistica dell’area è E2 in cui non è fattibile qualsiasi nuovo intervento per una questione legata all’instabilità dei terreni. Quindi al problema di classificazione PAI se ne aggiungeva un secondo ovvero quello della variante urbanistica. Quindi non c’era nei fatti un presupposto per poter andare avanti. Valuto sulla scorta di ulteriori riflessioni che le responsabilità non trovando cittadinanza in questo Comune, lo siamo altrove e verso chi ovviamente ha alimentato una speranza sulla base o di una non conoscenza dello stato delle cose o per mera speculazione politica giocata sulla pelle di Scicli”.