Grosso albero spezzato sulla strada, “rimozione fai dai te”

Lettera al Prefetto di Ragusa

Foto repertorio
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Ill.mo Signor Prefetto

e p.c.        -Egregio Sindaco della Città

Con la presente mi corre l’obbligo segnalarLe quanto accaduto nella mattinata di domenica 24 Febbraio, successivamente alla terrificante nottata di vento impetuoso e vorticoso che in tutta la città e lungo il territorio circostante ha causato danni ingenti, sia privati che pubblici. Risiedo in una casa di campagna ubicata in contrada Cavalusi, strada comunale, ex strada 76, che collega le arterie che rispettivamente conducono a Marina di Ragusa da un lato e a Santa Croce Camerina da quello opposto. Per accedere, provenienti da Ragusa e diretti a Marina, all’interno della strada che conduce presso la mia abitazione, occorre imboccare la deviazione posta esattamente all’incrocio storicamente denominato “a Palazzola”. Ebbene, domenica mattina, verso le ore 9.00, dopo quella notte di tregenda, mi sono messo alla guida della mia autovettura per recarmi in città, ma, proprio quasi all’incrocio prima descritto, vi era, deposto di traverso, un albero che era stato letteralmente sradicato dal terreno dalla veemente forza delle folate di vento, ostruendo pertanto l’intera carreggiata alle auto e a tutti i mezzi equivalenti in transito. Mi sono premurato ad informare il 112, anche perchè lungo il percorso prima meglio esplicitato sono ubicate una trentina circa di aziende agricole, con il conseguente traffico che da esse si sviluppa nell’arco della giornata. L’operatore addetto al telefono di pronto intervento, mi assicurava che avrebbe prontamente trasmesso la mia richiesta ai Vigili del Fuoco. Tornato sul posto verso le 11,30, certo che chi di dovere avrebbe sicuramente già provveduto a rimuovere il pesante e ingombrante ostacolo, constatavo, con mio grande disappunto, che non era stato eseguito alcun intervento. Anzi apprendevo da un vicino di casa, dipendente della Protezione Civile, che poco prima una pattuglia di suoi colleghi era intervenuta sul posto, ma che, a causa della inservibilità perchè guasti degli attrezzi in loro dotazione, non era stata in grado di procedere alla soluzione del grave problema oggetto dell’argomento. Dinnanzi ad una simile ed incomprensibile circostanza, al fatto anche che, mentre mi trovavo nei pressi, notavo fermarsi una pattuglia della Polizia Provinciale, che dopo avere osservato l’ostruzione si rimetteva nuovamente in marcia ed approssimandosi altresì le ore 12,00, decidevo di munirmi di motosega e procedere, collaborato da automobilisti che erano rimasti bloccati dall’ostruzione, alla spezzettatura del tronco e alla liberazione della strada dal pesante ostacolo. Ciò che ci ha fatto più male, Illustrissimo Signor Prefetto, non è stata la forza impetuosa e ineluttabile della natura, ma l’avere appreso che personale delle Pubbliche Istituzioni non era stato in grado di eseguire l’intervento di pubblica ed urgente utilità perchè sprovvisto di attrezzi che, sebbene in loro dotazione, non erano efficienti in quanto guasti.

Ragusa, 26 Febbraio 2019

Con osservanza

Giorgio Carfì