A Scicli nasce il Polo museale del Carmine

In anteprima la stanza del maestro Piero Guccione

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SCICLI – Fa un certo effetto vedere il rendering, il progetto, della stanza dedicata a Piero Guccione. Tavolo di lavoro molto ricco e intenso ieri in Sovrintendenza a Ragusa, dove il sindaco Enzo Giannone e l’assessore Viviana Pitrolo hanno incontrato l’architetto Giorgio Battaglia, Sovrintendente di Ragusa, per discutere di alcuni progetti di cui l’ente di tutela è titolare, e di altri a regia comunale. Alla prima parte della riunione hanno partecipato i progettisti che stanno redigendo l’allestimento museale dell’ex Convento del Carmine, l’architetto ragusano Fabrizio Occhipinti Amato e i suoi collaboratori. Si è discusso degli accessi secondari, per portatori di diverse abilità e di uscite di sicurezza, ma anche e soprattutto di allestimento museale. In anteprima è stata presentata una bozza, ancora soggetta a revisione, della stanza dedicata al pittore Piero Guccione, fondatore del Gruppo di Scicli, scomparso nell’ottobre dello scorso anno. Le indicazioni del Sovrintendente e dell’amministrazione comunale sono state unanimi e condivise. Si va verso l’eliminazione delle superfetazioni all’interno del chiostro e alla restituzione del luogo alla sua naturale bellezza. L’occasione è stata utile per affrontare, nella seconda parte della mattinata, con il supporto dell’ing. Andrea Pisani e del geometra Bartolo Rivillito, il tema della messa a rete del giacimento culturale dei due colli, Croce e San Matteo, passando per Chiafura e e il Castello dei Tre Cantoni, dove importanti scoperte archeologiche sono state fatte dalla Sovrintendenza e a breve saranno rese note. Acquisizioni che potrebbero riscrivere la storia della città. Comune e Sovrintendenza stanno lavorando a un piano di investimenti sulle due colline che permettano l’accessibilità ai luoghi e la loro conseguente fruizione, con l’investimento dei cinque milioni di euro previsti per il sito. In questo senso, il convento della Croce, l’aggrottato di Chiafura, il colle di San Matteo e il Castello sono considerati come un unicum su cui spendere le risorse che la Regione e l’Unione Europea destinano a Scicli. Comune e Regione lavorano insieme per la restituzione di beni e luoghi che appartengono alla storia di questa comunità.