Lotta al caporalato nelle campagne iblee: videosorveglianza anche a Scicli

Il presidente di Confagricoltura Ragusa Antonino Pirrè: “Bene, ma serve anche cambiare la legge”

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SCICLI – Alta l’attenzione in termini di prevenzione e contrasto al caporalato nelle campagne siciliane. L’intenzione è quella di intensificare la lotta contro il suddetto fenomeno anche nei terreni agricoli ragusani (Vittoria, Scoglitti, Acate, Comiso, Santa Croce Camerina, Marina di Ragusa) attraverso l’installazione della videosorveglianza. Anche le campagne di Scicli saranno interessate da questa misura. A darne notizia è il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, (riporta una nota diffusa da Confagricoltura Ragusa) il quale ha dichiarato: “così entra nella fase operativa il Protocollo d’intesa sottoscritto con il ministero dell’Interno”.
Per realizzare tale progetto “bisognerà –si legge nella nota di Confagricoltura Ragusa– aspettare i tempi necessari per creare la rete di videosorveglianza che seguirà la progettazione esecutiva da affidare prossimamente attraverso un bando. La Regione si doterà di una serie di strumenti ad alta tecnologia, da quello che si apprende dalla Regione, telecamere ad alta risoluzione e sensori audio/video ambientali che saranno collegate con la centrale operativa del Corpo Forestale della Sicilia”. Confagricoltura Ragusa aggiunge: “la rete di videosorveglianza sarà finanziata con circa dodici milioni del Pon legalità 2014/2020. Il governo regionale, da parte sua, con una delibera proposta dall’assessore al Territorio Toto Cordaro, si è impegnato a destinare duecentomila euro all’anno, per il successivo quinquennio 2022/2026, per garantire la piena funzionalità delle apparecchiature. Alla Regione promettono –si continua a leggere nella nota di Confagricoltura Ragusa- che per la lotta al caporalato ci si affiderà anche alle immagini catturate dai droni, ma nulla si dice a proposito di altri importanti reati che vengono consumati nelle campagne come furti di prodotti, attrezzature e mezzi agricoli, abigeati o macellazioni clandestine”. Sull’argomento è intervenuto anche il presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonino Pirrè. “Bene l’iniziativa del Governo Regionale –afferma Pirrè- che mette in campo strumenti di controllo contro il caporalato nelle campagne. Gli imprenditori onesti non hanno nulla da temere e il fenomeno va prevenuto e represso con fermezza. Tuttavia, ci sembra oltremodo necessaria una riforma della norma vigente sul caporalato che ha determinato lo spopolamento delle campagne a causa della difficoltà delle aziende di sapere se gli alloggi che fornivano erano a rischio. C’è bisogno di rivedere la legge al fine di contrastare con efficacia lo schiavismo e il non rispetto dei diritti dei lavoratori, ma senza bloccare –conclude Pirrè- le imprese oneste con gli stringenti parametri attuali”.