Covid-19, l’Atletico Scicli spinge per lo stop definitivo dei campionati

Il presidente Giuseppe Arrabito: “Impossibile ipotizzare un ritorno in campo”

Il presidente Peppe Arrabito. Foto repertorio
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CALCIO – In stand-by ormai da due mesi a causa dell’emergenza covid-19, il calcio italiano riflette se ripartire e tornare in campo o dire definitivamente stop a campionati e competizioni, archiviando così la stagione 2019/2020. Anche le squadre dilettantistiche del territorio si trovano a meditare sull’attuale situazione in attesa di ricevere disposizioni dal Governo e dalla Lega. Tra queste l’Atletico Scicli che, tramite il suo presidente Giuseppe Arrabito, ha reso nota la sua posizione riguardo le sorti dei campionati minori, in questo caso del campionato regionale di Promozione. La società azzurro-cremisi si dice favorevole a una sospensione definitiva dei campionati per la stagione 2019/2020. “Il nostro orientamento –spiega Arrabito- è dettato dal buon senso e dalla ferma intenzione di tutelare tesserati ed addetti ai lavori. È impensabile che si possa anche solo ipotizzare una ripresa, pur con tutte le precauzioni del caso, cosa che peraltro le piccole società (come la nostra), non potrebbero garantire per gli evidenti limiti economici e strutturali. Confidiamo nella serietà e nella buona condotta delle istituzioni preposte alla decisione ultima, decisione che accetteremo qualsiasi essa sia, perché animati da un profondo rispetto delle regole e delle istituzioni stesse, ma non ci nascondiamo certo dietro un dito nel comunicare chiaramente la nostra posizione. La FIGC e la LND –continua il presidente dei ‘gabbiani’- hanno l’obbligo di garantire la sicurezza ad ogni livello e soprattutto di garantire, con un importante sostegno economico, la programmazione e l’avvio di una nuova stagione, qualunque sia la data di inizio; questa deve essere la priorità, al fine di evitare il rischio di compromettere non una ma due stagioni (se non di più). Quindi –conclude Arrabito- il primario e comune obiettivo deve essere chiudere oggi per ripartire più forti (ed organizzati) domani”.