Riapertura scuole, “Siamo sulla strada giusta?”. Parla lo studente sciclitano Giovanni Donzella

Coordinatore provinciale dell’associazione studentesca SBAM Ragusa

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SCICLI – Il Governo nazionale prepara la riapertura in sicurezza delle scuole. In questi giorni si dibatte sull’efficacia delle misure di prevenzione e di protezione per evitare contagi da covid-19 negli edifici scolastici.

Dopo la pubblicazione delle prime linee guida per il ritorno tra i banchi di alunni e studenti, l’associazione studentesca SBAM di Ragusa (Studenti di Buonsenso per l’Autonomia e il Merito) interviene sull’argomento, manifestando forti dubbi a riguardo.

Lo fa attraverso il suo coordinatore, nonché rappresentante della Consulta di Scicli, Giovanni Donzella che sottolinea “come poco o niente sia stato fatto per prepararsi a questo momento”.

Non è possibile -spiega Donzella- che dopo 5 mesi dallo scoppio della pandemia, e a poche settimana dall’inizio delle lezioni, ancora non ci siano dei binari su cui avviare il nuovo anno scolastico. Chiediamo che le nuove regole debbano essere dinamiche e pronte a cambiare direzione in caso di un impennamento della curva epidemiologica”.

Secondo SBAM Ragusa “il processo per ritornare alla ‘normalità’ dovrà essere docile e pronto al cambiamento” ma senza abbandonare la didattica a distanza che “potrebbe ritornare utile, evitando sia eventuali assembramenti che l’adozione di scellerate turnazioni che disorienterebbero lo studente”.

Il coordinatore provinciale Donzella prosegue: “Un plauso va a sindaci e presidi, anch’essi perplessi sul da farsi, che nelle ultime settimane stanno cercando di creare le condizioni adatte per l’avvio dell’anno scolastico. Pensiamo che, se la scuola ripartirà, sarà soprattutto merito loro”.

Crediamo -conclude Donzella- che il problema della riapertura debba essere affrontato soprattutto in maniera locale, perché non c’è un istituto uguale ad un altro, il tutto seguendo delle linee comuni per tutto il Paese, anche se queste scarseggiano. Ci auguriamo che esse arrivino presto, e che la scuola possa ripartire e riacquistare il suo valore fondamentale all’interno della società”.