Scicli: la spada di Damocle del rendiconto sulla testa del Consiglio comunale

L’organismo consiliare rischia lo scioglimento, la denuncia della consigliera Concetta Morana

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SCICLI – “E’ stata notificata al Comune di Scicli l’avvenuta nomina del Commisssrio ad acta per il Rendiconto 2019 perché l’Ente è in forte e deplorevole ritardo con l’approvazione del documento finanziario”. A parlare è la consigliera comunale del M5S Concetta Morana.

“Sappiamo tutti benissimo –afferma Morana- che la redazione degli atti finanziari, oltre che agli uffici comunali, compete all’amministrazione per poi approdare in commissione e dopo in Consiglio comunale”.  

“Fermo restando che l’atto è stato già approvato dalla Giunta e trasmesso in commissione, ad oggi il presidente della commissione competente -spiega la pentastellata- non ha provveduto alla convocazione della stessa”.

Morana aggiunge:Giorno 17 novembre l’atto arriverà in aula senza che i componenti la commissione Bilancio, ad oggi nulla è stato fatto, abbiano avuto modo di discutere l’importante documento finanziario”. 

“Nell’ultima seduta consiliare sono stati discussi un debito fuori bilancio e alcune variazioni di bilancio senza che gli atti fossero transitati dalla relativa commissione perché la stessa non è mai stata convocata. Quindi -prosegue- il 17 ci troveremo in aula con una spada di Damocle sulle nostre teste perché qualora l’atto non dovesse essere approvato, il Consiglio comunale verrà sciolto mentre Sindaco e Giunta resteranno in carica fino a fine mandato”.

Le conclusioni della consigliera Morana: “A qualcuno forse farà piacere togliere di mezzo il Consiglio comunale ma la democrazia ne risentirà non poco perché un commissario nominato, non eletto, con i poteri del Consiglio non potrà mai fare la giusta attività di opposizione che una minoranza democraticamente eletta garantisce”.

“Si è già visto nell’ultima seduta consiliare -continua l’esponente del M5S- con la mancata approvazione di alcuni atti che il Sindaco, al momento, non ha una maggioranza anche se lui fa finta di nulla e continua nei suoi soliloqui nascondendo la propria debolezza politica dietro l’emergenza sanitaria”.

Noi consiglieri -conclude Morana- non possiamo assumerci responsabilità senza avere prima risposte adeguate perché in aula non si votano atti di fede ma atti amministrativi dove le responsabilità personale e penale prevalgono sopra ogni altro interesse”.