Capitale della Cultura 2022: Scicli esclusa, è polemica in città

Ci sono due movimenti di pensiero. Nessun commento (per il momento) sulla questione da palazzo ci città

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SCICLI – Non ce l’ha fatta Scicli ad accadere tra le dieci città finaliste che si contenderanno il titolo di Capitale italiana della Cultura 2022.

L’esclusione della cittadina barocca sta generando diverse polemiche. A essere oggetto di dibattito la ‘scelta’ di candidare Scicli per ottenere il prestigioso riconoscimento.

Sono due gli schieramenti formatisi in città: c’è chi sostiene che la candidatura fosse opportuna e meritata e chi, invece la ritiene “un passo più lungo della gamba” con critiche all’amministrazione Giannone sulla redazione del dossier, presentato al Ministero dei Beni Culturali.

Considerazioni che è possibile cogliere in numerosi post pubblicati sui social da esponenti della cultura e della politica locale.

Candidare Scicli come Capitale italiana della Cultura 2022 è stato un grave errore”, scrive il maestro Marcello Giordano Pellegrino”.

Nella foto il maestro Marcello Giordano Pellegrino

Non ho mai condiviso questo prematuro percorso –prosegue- non perché Scicli non sia all’altezza, anzi, ma solo un dossier ben strutturato e calibrato negli anni ci può permettere, dopo un certo spessore curriculare di programmazione e major partners, di avviare un iter così tanto ambizioso“.

Sicuramente –conclude Marcello Giordano Pellegrino- un lavoro di sinergia/rete con la vicina città di Modica avrebbe anche fatto la differenza. Due cittadine Unesco unite per un progetto comune! Riflettiamoci su…”.

Invita a riflettere anche il gruppo consiliare di opposizione, chiedendo se sia stato fatto tutto il necessario dall’amministrazione comunale per produrre una candidatura all’altezza per aspirare concretamente al titolo di “Capitale della Cultura 2022”.

A fine novembre 2019 –spiegano i consiglieri di opposizione- viene convocata una commissione consiliare ad hoc, con una scadenza praticamente imminente rispetto alla prima documentazione da mandare”.

L’opposizione consiliare, senza giri di parole, sottolinea che “il tempo chiaramente non c’era”.

L’Amministrazione, in quella sede per bocca del Vice Sindaco, assicurava –affermano gli esponenti di minoranza- il massimo coinvolgimento del Consiglio comunale e dei cittadini, esternando anche la volontà da parte dell’amministrazione di affidare la redazione del dossier a Federculture per la comprovata esperienza in merito”.

Ad oggi, anche noi Consiglieri, non sappiamo cosa sia stato fatto e come si sia svolto il lavoro di Federculture e dell’esperta incaricata dall’amministrazione proprio per promuovere la candidatura della città”.

I consiglieri comunali di opposizione si domandano se “sono stati spesi bene gli oltre 13 mila euro investiti per la redazione del dossier e se sono stati richiesti al gruppo parlamentare ARS del M5S i 25 mila euro messi a disposizione per la candidatura. Fondi –precisa l’opposizione consiliare- concessi a titolo gratuito a tutti i Comuni siciliani .

Cosa ha realizzato l’amministrazione con questi fondi, -intende sapere la minoranza consiliare- sempre se una progettazione sia stata fatta! Il punto, infatti, è questo: la progettazione!”.

Capitale della Cultura è uno stile di vita, un’idea di città che, evidentemente, -concludono i consiglieri di opposizione- non appartiene a questa amministrazione comunale dimostratasi per l’ennesima volta miope e incapace di coinvolgere tutti”.

Sulla stessa lunghezza d’onda del gruppo di opposizione consiliare anche Fratelli d’Italia Scicli.

Errori, una sfilza di errori, uno dopo l’altro, -commenta la coordinatrice cittadina, Margherita Gintoliche ha portato solo un immenso danno economico al nostro Comune”.

Nella foto Margherita Gintoli

Il nostro comune ha speso 13 mila euro per nulla, per avere un progetto che non è arrivato nemmeno fra i primi dieci. Nessuna programmazione pensata, tutto arraffazzonato e improvvisato, tutto dai temi ai redattori. Abbiamo solo perso tempo e soldi”, ha concluso Gintoli.

Le forti critiche sulle modalità con cui si è deciso di candidare la città a “Capitale italiana della Cultura” ha provocato delusione e amarezza in coloro che hanno sostenuto il progetto.

Tra questi Vincenzo Burragato, presidente dell’associazione culturale di Tanit Scicli.

Per chi ci ha lavorato su, come me, -commenta Burragato- la notizia ha provocato sicuramente amarezza ma niente rispetto allo stesso sentimento, misto a rabbia, provocato nel leggere le impressioni di chi, nostro compaesano, ha con godimento girato il dito nella piaga”.

Nella foto Vincenzo Burragato

“Promuovere una candidatura è sempre un azzardo, un mettersi in gioco che voi –scrive in un post sui social- non avete avuto e avete neanche il minimo coraggio e la visione di fare…”.

Prosegue lo sfogo di Burragato: “Rimanere a lavoro per la comunità donando le proprie forze e competenze lo avete fatto mai?! No, vi rispondo io, e sapete perché?! Beh, perché ci sono momenti nei quali la vera cultura si condivide e dona agli altri facendo squadra per il bene comune”.

A palazzo Spadaro o nelle rispettive case a lavorare fino alle tre del mattino, -continua- c’erano le migliori espressioni culturali contemporanee della città di cui non faccio un elenco perché sarebbe ingiusto per chi, sicuramente, dimenticherei”.

Le uniche cose che dovreste fare adesso –conclude Burragato- sarebbero quelle di scusarvi e collaborare per rilanciare una nuova candidatura ma sono sicuro che non lo farete: sono troppi grandi l’egoismo, la cialtroneria e l’incompetenza di cui siete in possesso”.