A Scicli è fila per il vaccino, assembramento al “Busacca”

Il sindaco Enzo Giannone chiede all’Asp 7 i criteri di somministrazione

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SCICLI – “Venite c’è il vaccino!“, ieri tutti in fila per riceverlo all’ospedale Busacca di Scicli. Fatto strano è che a fare la fila non erano operatori sanitari ma semplici cittadini.

Sulla questione è intervenuta l’opposizione consiliare: Pare che 41 delle persone in lista per la vaccinazione di ieri, aventi diritto in quanto personale sanitario, non si sono presentate e al loro posto sono state chiamate arbitrariamente altre persone, pare, senza un preciso ordine. A presentarsi un centinaio di persone ‘a caso’ di cui 41 sono state quelle vaccinate”.

“Partendo dal presupposto che la notizia sia corretta, ci lascia molto perplessi che 41 sanitari –scrive l’opposizione consiliare- non si siano presentati all’appello cioè il 30% delle persone convocate”.

“Una percentuale molto alta. Una situazione che ci lascia particolarmente preoccupati in un momento -prosegue- in cui il nostro Paese sta vivendo una pandemia senza precedenti e il vaccino rappresenta l’unica strada, ad oggi, che accende un faro di speranza per la sconfitta di questo virus”.

“Il verificarsi di episodi del genere lascia a dir poco senza parole! Non possiamo tacere su quanto è accaduto e invitiamo il primo cittadino -continua la minoranza- ad andare fino in fondo alla questione per ottenere i giusti chiarimenti dal direttore generale dell’Asp 7 di Ragusa”.

Nella foto Enzo Giannone

Intanto, il sindaco Enzo Giannone chiede al direttore generale dell’Asp di Ragusa, architetto Angelo Aliquò, di conoscere i tempi e modalità di somministrazione del vaccino presso i presidi sanitari del territorio sciclitano.

Siamo a conoscenza del fatto –aggiunge l’opposizione– che il sindaco Giannone ha già chiesto un incontro con i vertici dell’Asp e gli chiediamo di andare fino in fondo perché non possiamo permetterci di far passare il messaggio che il vaccino è un privilegio o peggio ancora merce di scambio per favori personali”.

“Gettare al macero 41 dosi di vaccino non è idea praticabile, ma recarsi presso una struttura di ricovero per anziani e utilizzare queste dosi su soggetti fragili e quindi da tutelare in via prioritaria sarebbe stata un’ipotesi praticabile su cui nessuno avrebbe avuto nulla da recriminare. Attendiamo con la cittadinanza tutta –conclude la minoranza consiliare- comunicazioni in merito da parte del sindaco.”