Nasce un nuovo progetto civico, si chiama “Scicli al centro!”

La proposta sarà coordinata da Matteo Giannì e Christian Catera

Nella foto (da sx) Matteo Giannì e Christian Catera
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SCICLI – Nell’agone politico locale entra “Scicli al centro!”, una nuova proposta “civica e popolare”. Sarà coordinata da Matteo Giannì e da Christian Catera. Chi fa parte di questo progetto? “C’è un gruppo di cittadini -dicono Giannì e Catera- anche liberi professionisti e numerosi giovani, che già hanno deciso di sposare con convinzione questo progetto civico che mira a rimettere al centro Scicli e gli sciclitani”.

I due coordinatori in un comunicato stampa aggiungono: “Non è importante che pensiamo le stesse cose, che immaginiamo e speriamo lo stesso identico destino, ma è invece straordinariamente importante che tutti abbiano il proprio spazio nel quale vivere la propria esperienza di rinnovamento e di verità, legati l’un l’altro nella comune condivisione di essenziali ragioni di libertà, di rispetto e di dialogo”.

“Noi di ‘Scicli al Centro!’ -proseguono Giannì e Catera- ci crediamo e siamo in campo, invitiamo i nostri concittadini ad unirsi a noi per dare vita, insieme, alla rinascita culturale ed economica della città, per costruire una Scicli che funzioni e che torni alla normalità amministrativa”.

Giannì e Catera consumano anche un passaggio politico: “Siamo davanti ad una situazione nuova e difficile, di fronte alla quale gli strumenti adoperati in passato per risolvere le crisi non servono più; è necessario cambiare passo, guardare le cose con grande impegno, coraggio e senso di responsabilità, ma anche con grande fiducia verso la forza, l’onestà e la cultura del lavoro che contraddistinguono Scicli e gli sciclitani”.

“Rimettere al centro il buongoverno, l’energia dei giovani, la cultura, la mobilità sostenibile, l’agricoltura, le borgate, le contrade, un nuovo tipo di turismo-affermano i coordinatori del nuovo progetto civico- che vada oltre Montalbano e che guardi alle nostre ricchezze artistiche ed architettoniche”.  

“Dobbiamo rimettere al centro Chiafura e da San Matteo, e l’arte sacra che le nostre chiese offrono; dobbiamo puntare con decisione -concludono- sulle nostre borgate e sulle contrade, scoprendo un tipo di turismo, quello rurale, già diffuso in altre realtà italiane”.