Chalet a Donnalucata, il Comune diffida la ditta dal proseguire i lavori

Nelle more di verificare la validità della documentazione. L’opinione pubblica spaccata a metà

La foto a sinistra è tratta da "I love Scicli"
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SCICLI – La costruzione di un nuovo stabilimento balneare, di circa 2 mila metri quadrati, sulla spiaggia di ponente a Donnalucata, continua a fare discutere in città. L’opinione pubblica è spaccata a metà. Ci sono i favorevoli e i contrari alla realizzazione dell’opera.

Nelle scorse ore il Comune di Scicli ha diffidato la ditta dal proseguire i lavori di costruzione per imprecisioni documentali. L’intervento dell’ufficio comunale competente è arrivato nelle more di verificare la validità della documentazione.

Intanto continua la petizione alle istituzioni (Comune, Sovrintendenza, Demanio marittimo) per “salvaguardare la spiaggia di ponente ”.

In merito alla tanto discussa costruenda struttura, già autorizzata, l’associazione “Fonte delle ore”, con forza “incoraggia il lavoro di privati e di tutti gli enti volto alla valorizzazione del territorio e al superamento di problemi legati ad impedimenti di carattere personale e non sociale”.

In un comunicato stampa l’associazione “Fonte delle ore” scrive: “Vorremmo che lo stesso accanimento usato da realtà, presenti sul territorio solo in maniera parziale e di certo lontani dai bisogni di cittadini e della stessa borgata, venisse usato non solo per ostacolare ogni qual si voglia “novità”, a-priori, (vedi la pista che collegherà Donnalucata alla vicina Playa Grande già progettata e In fase di approvazione) ma anche per mettere in risalto i tanti veri bisogni bloccati nel tempo, forse dagli stessi: lo stato fatiscente del porticciolo, cuore di Donnalucata, il lungomare in rovina e smembrato dai suoi antichi lampioni oltre che da panche forse rumorose, la graziosa chiesetta chiusa da anni e in attesa finalmente di un imminente restauro, la pulizia di spiagge, di canali pieni di canne e rifiuti di ogni genere, di strade sporche e piene di buche, della cura del verde pubblico e delle fontane forse volutamente non funzionanti, della sostituzione di lampade, del rispetto delle regole stradali e di varie iniziative folkloristiche, culturali e ricreative sospese a salvaguardia di un sonno dal silenzio ormai troppo assordante”.

“Sereni del modus operandi utilizzato dalle istituzioni nel rilasciare le opportune autorizzazioni –conclude il comunicato– ci auspichiamo che tale accanimento si possa avere nel risolvere tutti i problemi che la borgata, i suoi abitanti e i suoi lavoratori, vivono ogni giorno e non solo nel periodo degli amori (dormienti”).