Piano spiagge, Iv e Ps: “Che fine ha fatto?”. Il Pd attacca: “La giunta ‘dei migliori’ lo ha adottato?”

L’inizio dei lavori di realizzazione del nuovo stabilimento balneare sulla spiaggia di ponente a Donnalucata ha messo in primo piano il Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali (PUDM)

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SCICLI – Piano Utilizzo Demanio Marittimo (PUDM), “che fine ha fatto?”, chiedono Italia viva e Partito Socialista; il Partito Democratico rincara la dose: “La giunta dei ‘migliori’ lo ha adottato?”. I due fronti si rivolgono all’amministrazione Giannone per  avere notizie sul documento.

Del piano spiagge, che regola le modalità di utilizzo della fascia costiera demaniale e del litorale marino, si è iniziato a parlare con più insistenza dopo l’avvio dei lavori per la realizzazione del nuovo stabilimento balneare sulla spiaggia di ponente a Donnalucata.

Sul PUDM Marianna Buscema (Italia Viva) e Armando Fiorilla (Partito Socialista) affermano che “il Comune di Scicli non ha ancora un documento approvato in via definitiva”.

Crediamo –proseguono- che questo possa essere il momento giusto per capire a che punto è l’iter”. A tal proposito Buscema annuncia che si “sta portando avanti un’interrogazione in Consiglio comunale che verrà sottoscritta da vari consiglieri”, precisando che verrà fatta “non per essere a favore o contro l’attuale iter dello chalet, ma per avere un quadro chiaro dello sviluppo che vogliamo portare avanti per il nostro territorio!”.

Nella foto Marianna Buscema

In generale, la gestione della pianificazione nell’ultimo quinquennio ha poco convinto gli esponenti di Iv e Ps.Non si è riusciti in questi quasi 5 anni –commentano- ad avere uno sguardo univoco in merito, in quanto ogni volta giungono, quando giungono, in Consiglio richieste di autorizzazioni singole e frammentarie che non hanno nulla a che vedere con una visione globale”.

Cosa si vuole fare della nostra costa, delle nostre campagne, del nostro centro storico?”, chiedono Buscema e Fiorilla.

Nella foto Armando Fiorilla

Noi crediamo –dichiarano- che tante decisioni potrebbero contribuire a una migliore crescita del nostro territorio. Ancora una volta, non riusciamo a vedere con chiarezza verso quale sviluppo ci vogliamo indirizzare! Ci auguriamo –concludono- che presto tutto ciò possa essere dibattuto in Consiglio comunale!”.

Più severo l’intervento Partito Democratico che attacca pure l’amministrazione Giannone: “La giunta dei ‘migliori’ ha adottato il Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali?”. Il PD tiene a precisare che “non ha certamente una posizione contraria a priori nei confronti di iniziative commerciali”, ma non nasconde però le sue perplessità.

Queste –spiega il Pd- sorgono per la notevole dimensione della concessione rispetto all’arenile di ponente, che riduce considerevolmente la spiaggia libera, relegandola peraltro in una parte su cui in gran parte vige il divieto di balneazione per la presenza del porticciolo”.

Secondo il partito “è lecito chiedersi, e chiedere all’amministrazione comunale, in capo alla quale è la tutela dell’intero territorio, da dove arrivino le autorizzazioni per tutti questi lavori”.

Il PD torna indietro di tre anni, precisamente al 09/08/2018, quando “per redigere e adottare il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM) la Regione nominò, in via sostitutiva nei confronti dell’Amministrazione comunale e a causa della sua inerzia, per non avere inviato per tempo alla Regione la proposta del Piano, il Commissario ad acta Aldo Vernengo”.

Quale valore ha il Piano che è pubblicato sul sito web comunale? I titolari dello stabilimento per ottenere l’autorizzazione si sono rivolti al Comune o si sono dovuti rivolgere alla Regione Siciliana?”, domanda il partito.

Sulla diffida dal proseguire i lavori iniziati emessa ieri nei confronti della ditta, il Partito Democratico sostiene che il Comune invece “avrebbe dovuto preventivamente verificare la validità di quanto richiesto”.

L’amministrazione –spiega il PD- ha ricevuto già il 23.02.2021 la segnalazione di inizio attività da parte della ditta concessionaria, e con un ufficio tecnico efficiente e rispettoso sia dei termini di legge, ma anche dell’imprenditore che effettua l’investimento, non avrebbe dovuto diffidare la ditta a lavori iniziati, e solo dopo con il clamore suscitato”.

Il Partito Democratico critica il Sindaco che “non ha inviato nel 2018 alla regione la proposta del PUDM e oggi si sveglia e tenta di attribuire al 2007/2008 le responsabilità di quanto sta accadendo”.

Il mirino del Pd resta fisso sull’amministrazione comunale. Viene accusata di non essere riuscita “per quasi due anni a redigere il PUDM ed è ancora più grave il non avere rinnovato la Consulta delle borgate, estromettendole di fatto dalle decisioni che le riguardano direttamente”.

“La gestione delle spiagge e delle attività su concessione demaniale –conclude il partito- è di fondamentale importanza per far coesistere le legittime attività economiche e di sviluppo delle borgate, con l’esigenza di tutela del territorio”.