Donnalucata: chalet “Sabir”, “Perché si è contro a prescindere?”

Il movimento politico Laboratorio Scicli spinge per uno sviluppo turistico della borgata

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SCICLI – Anche questa settimana lo “scontro” di pareri sul nuovo stabilimento balneare a Donnalucata è andato avanti. I due schieramenti (chalet sì e chalet no) non mancano di fare sentire la loro voce, rinvigorendo il dibattito che continua a tenere banco.

Nel rapido ed effervescente scambio di vedute si inserisce Laboratorio Scicli che si pronuncia a favore di uno sviluppo turistico che dia servizi e benefici sia agli abitanti che ai visitatori. Il movimento politico chiede come mai si deve “essere contrari a prescindere” sulla nascente opera.

Ieri sono ripresi i lavori per la costruzione dello chalet ‘Sabir’, visto che il TAR –scrive LS- si è pronunciato a favore dell’imprenditore e, anche se ancora in fase cautelare, la motivazione non lascia dubbi, con previsione di conferma nella fase di merito”.

Petizione contro, scende in campo Legambiente Scicli Kiafura a tutela delle tartarughe, e politicamente parlando, la sinistra ci va nozze”, afferma il movimento politico che non vede motivazioni per cui dovrebbe esserciquesta alzata di scudi”.

Laboratorio Scicli pone una serie di interrogativi a chi si oppone alla realizzazione dello chalet sulla spiaggia di ponente e più in generale allo sviluppo turistico della borgata.

“Sampieri non è forse dotata di strutture analoghe, dove sono presenti servizi e quant’altro per il benessere della persona, nel rispetto del territorio, con attestati di riconoscimento nazionali? Perché Donnalucata non deve anelare ad avere gli stessi riconoscimenti (bandiera blu e quant’altro), ed offrire servizi e benessere ai turisti ed agli stessi sciclitani, nel pieno rispetto dell’ambiente? E ai 20 posti di lavoro che la struttura metterà a disposizione, ci avete pensato?”.

Nove anni di iter burocratico, -prosegue il movimento politico- e nessuno che alza, non diciamo un dito, ma neanche un sopracciglio, ed ora che sta per realizzarsi il sogno di un cittadino (che in tempi di crisi ha la voglia e il coraggio di investire nel rispetto della legge e del territorio), questo viene osteggiato, sbeffeggiato dai radical chic, dagli amanti del turismo di nicchia, da quelli a cui la crisi ha fatto un baffo e che, per di più, si erigono a salvatori del panorama, della tartaruga e della quiete pubblica estiva (la loro, s’intende). E no! Scicli non è tributaria!”.

Laboratorio Scicli attacca l’associazione ambientalista, ricordando che “già dal 2019, Legambiente propagandava il progetto Tartalove, coinvolgendo gli stabilimenti balneari, i punti blu e tutti gli operatori delle spiagge, in un programma di protezione delle tartarughe marine”.

Tale protocollo –prosegue LS- impegna gli imprenditori a promuovere iniziative di formazione per gli addetti alle pulizie degli arenili, per il riconoscimento delle tracce di tartarughe marine e le regole da adottare in caso di presenza di nidi o di piccoli; a diffondere le informazioni corrette ai turisti, sui comportamenti da seguire più idonei, per non danneggiare i nidi e non spaventare con luci e rumori eccessivi gli esemplari in cerca di un luogo appartato”.

Tornando a Donnalucata, Laboratorio Scicli aggiunge: “Ed allora, in nome di una pretenziosa visione, perché non demoliamo interi caseggiati che sorgono a ridosso della spiaggia ed i cui reflui rappresentano un punto interrogativo da decenni. Sono stati costruiti in eco compatibilità?”.

Il gruppo politico lancia una “banale provocazione”: “pensateci, finalmente, arrivando da Scicli, si vedrebbe il panorama più pulito, o come si dice oggi, lo ‘Skyline’”.

Noi di Laboratorio sogniamo una Scicli turistica, con le borgate tenute come gioielli incastonati in un anello rappresentato dalla città. Una città rigenerata, a misura di bambini, anziani, giovani, di lavoratori, imprenditori, agricoltori, artigiani. Una città –conclude il gruppo- ricca di servizi e benefici per chi ci abita e per chi la visita”.