Stabilimento “Sabir” a Donnalucata, il valzer delle opinioni continua

Campo e Morana del M5S: “Vicenda dai tratti tragicomici”

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SCICLI – Altre opinioni alimentano il dibattito locale sulla costruzione del ‘Sabir’ sulla spiaggia di ponente a Donnalucata. Ieri c’è stato il flash mob, organizzato da Legambiente e da altre associazioni del posto, oggi il valzer delle opinioni riprende.

M5S parla di una vicenda che “ha assunto tratti tragicomici nella loro assurdità”. A parlare sono la deputata regionale del M5S Stefania Campo, insieme alla Consigliera comunale Concetta Morana. Per entrambe è necessaria una valutazione di natura politica.

“Si è creata una tale confusione a livello burocraticodicono Campo e Morana- che nulla o poco si riesce a capire leggendo fra i documenti in nostro possesso. Autorizzazioni e pareri rilasciati da una miriade di Enti che lavorano a compartimenti stagni. Confidiamo che il Comune di Scicli e la Sovrintendenza si costituiscano per l’udienza al TAR che si terrà il 26 maggio prossimo“.

Nella foto il deputato regionale Stefania Campo

“I due Enti -proseguono le esponenti del M5S- hanno enormi responsabilità sulla tutela ambientale e hanno il dovere di propugnarla presso le sedi opportune ed hanno anche il dovere di appurare la regolarità dell’agire amministrativo. Non si discute la legittimità dell’imprenditore nel fare impresa, ma la tutela e la valorizzazione del territorio non passano, di certo, attraverso queste forme di investimento in luoghi non idonei”.

Nella foto Concetta Morana durante il sit-in organizzato ieri sulla spiaggia di ponente a Donnalucata

Campo e Morana aggiungono: “La spiaggia di ponente a Donnalucata è un bellissimo scorcio di natura già minacciato dalla presenza di uno scalo d’alaggio, realizzato in maniera discutibile tant’è che, ad oggi, è inutilizzabile. Proprio a causa della presenza dello scalo d’alaggio metà della spiaggia di ponente non è balneabile così come decretato ogni anno dall’assessorato regionale alla salute. Non si possono demandare sempre e solo alla giustizia decisioni che devono obbligatoriamente, e con scelte anche impopolari, prendere le Istituzioni preposte”.

“Invitiamo l’ARTA (assessorato regionale territorio ambiente) –concludono Campo e Morana- a fare da cabina di regia, convocando una conferenza di servizi che riunisca in un unico percorso tutti i rivoli che si sono diramati durante una procedura amministrativa durata nove anni. Non può e non deve rimanere inascoltata la voce di privati cittadini e associazioni locali coordinate da Legambiente che domenica 2 maggio hanno manifestato sulla spiaggia di ponente in difesa dell’ambiente chiedendo chiarezza alle istituzioni”.