“Parco Costa di Carro, vecchio faro e casermetta della Finanza: gioielli da salvare”

Luoghi di straordinaria bellezza lungo la costa sciclitana

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SCICLI – Ciclicamente ci si ricorda del Parco Naturale di Costa di Carro, un’area di assoluto valore paesaggistico. Un’oasi naturalistica di biodiversità particolarmente pregiata. Il parco, istituito nel 2002, interessa un’area di circa un chilometro e mezzo, compresa tra Cava d’Aliga e Sampieri.

La riserva è caratterizzata da una vegetazione tipica mediterranea. Accanto al Parco Naturale Costa di Carro i resti del vecchio faro e della casermetta della Finanza.

Il coordinatore del progetto editoriale “Sicilia e Natura”, Francesco Parisi, chiede il recupero del Parco Costa di Carro. Lo ha fatto al termine di un incontro tecnico-scientifico che ha visto la partecipazione, tra gli altri, anche dell’amministrazione comunale, rappresentata dall’assessore Bruno Mirabella. L’incontro ha avuto lo scopo di creare un confronto tra le parti che in atto hanno la responsabilità della valorizzazione e sopravvivenza di questa area naturale costiera.

L’area, nonostante il valore naturalistico da tutti riconosciuto -spiega Francesco Parisi-, versa in una pericolosa situazione di abbandono, la naturalità dei luoghi rischia di essere compromessa per incuria, per interventi incontrollati e incontrollabili, per mancanza di un obiettivo di valorizzazione e di un regolamento che ne disciplini la fruizione”.

Parisi va oltre e parla di un altro luogo suggestivo attaccato a Costa di Carro. “La notizia trapelata in questi giorni che uno dei luoghi più suggestivi dell’area, il rudere dell’ex casermetta della Finanza, inteso ‘Semaforo’, é stato concesso ad un privato per adibirlo a recupero ai fini ‘turistico-ricreativi’, ha messo in allarme un po’ tutti noi”.

Paventiamo -prosegue Parisi- un ennesimo attacco alla natura e alla costa sciclitana, la definitiva compromissione di un ‘sogno’, cioè la valorizzazione di questi residui luoghi di cui tutti parlano, apprezzati dai visitatori, ma per il quale nessuno fa niente. In primis il Comune di Scicli che ignora i suoi tesori e nell’inerzia lascia che altri decidano, permettendo che beni collettivi e patrimoni naturali appartenenti alla collettività vengano persi o dati allo sfruttamento privatistico. C’è la disponibilità a intervenire”.

L’assessore Mirabella, per conto del Comune di Scicli, si é impegnato -conclude Parisi-  a riprendere in mano la situazione e ad avviare una serie di incontri tra le parti, coinvolgendo anche l’autorità demaniale marittima per attuare una immediata azione di tutela e valorizzazione dell’area e addivenire ad una gestione atta a preservarla nel tempo e ad interromperne il degrado”.