Scicli, referendum “Eutanasia Legale”: banchetto in piazza Municipio

“Riconoscere la piena libertà di autodeterminazione e di scelta della persona malata, che decide consapevolmente di voler porre fine alle proprie sofferenze, è un obiettivo più che condivisibile”

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SCICLI – Anche a Scicli la raccolta firme per il Referendum sull’eutanasia legale, che prevede la raccolta di 500 mila sottoscrizioni entro il 30 settembre prossimo.

Stasera dalle ore 20 in piazza Municipio, su iniziativa del Partito Socialista, di Italia Viva, Volt e Start Scicli e Gas, insieme ad altre associazioni, si avvierà il primo banchetto di volontari che hanno accolto la campagna referendaria.

Il referendum per l’eutanasia legale è stato depositato su iniziativa dell’associazione Luca Coscioni lo scorso 20 aprile in Corte di Cassazione. Il testo prevede una parziale abrogazione dell’art. 579 del codice penale (omicidio del consenziente), che impedisce la realizzazione di ciò che comunemente si intende per “eutanasia attiva” (sul modello olandese o belga).

“Dopo quasi otto anni dal deposito di una proposta di legge di iniziativa popolare per regolamentare tutte le scelte sul fine vita in Italia e nessun intervento del Parlamento a riguardo –dicono gli organizzatori– è il momento che si muovano i cittadini”

“Riconoscere la piena libertà di autodeterminazione e di scelta della persona malata, che decide consapevolmente di voler porre fine alle proprie sofferenze è un obiettivo più che condivisibile. La malattia ha tanti volti e per ogni malato c’è una storia a se. C’è chi nella malattia ha trovato un senso per andare avanti e chi invece questo senso lo ha disperso. Abbiamo il dovere, come politici, di ascoltare le esigenze di ciascuno”, hanno aggiunto.

“Molte persone gravemente malate oggi quindi non sono libere di scegliere fino a che punto vivere la loro condizione. Non hanno diritto all’aiuto medico alla morte volontaria, al suicidio assistito o ad accedere all’eutanasia come è invece possibile in Svizzera, Belgio, Olanda, Spagna, Canada, molti Stati degli Stati Uniti e sempre più Paesi nel mondo. Ecco perché, a fianco delle persone che non possono aspettare i tempi della politica e della giustizia –concludono gli organizzatori-, è tempo di dare la parola ai cittadini con un referendum”.