Sampieri: morta a 13 anni per un gioco estremo sui social, la toccante testimonianza della madre ad “Autori & Libri”

La tragica storia è stata raccontata durante il penultimo appuntamento della rassegna letteraria in riva al mare del PataPata, in occasione della presentazione del libro "Figli delle App" di Francesco Pira

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SCICLI – Morire a tredici anni per un gioco estremo sui social. La tragica storia di Jasmine, suicidatasi nel febbraio 2020 per una challenge, è stata raccontata direttamente dalla madre, Maroua Sayady.

La sua testimonianza ha commosso giovedì il pubblico presente al PataPata per assistere al penultimo appuntamento di “Autori & Libri”, durante cui è stato presentato il libro “Figli delle App” di Francesco Pira.

Si chiama mobile born –è stato detto durante la presentazione dell’opera letteraria- la nuova generazione dei bambini che passa il tempo, isolandosi, con gli smartphone. Pre-adolescenti e adolescenti cui la tecnica digitale sta modificando linguaggi e il modo di comunicare, mettendo fortemente in crisi il rapporto tra genitori e figli, irrompendo nella relazione in modo traumatico”.

Il professore Francesco Pira, che come sociologo della comunicazione detiene numeri e dati frutto di indagini campione, dialogando con la giornalista Viviana Sammito, ha affermato che sarebbe necessaria una scuola per genitori, dove poter imparare i nuovi linguaggi ma, soprattutto, il modo di dialogare con i propri figli. Attrezzarsi insomma per affrontare questo nuovo mondo che avanza.

“Figli delle App” che mutua il titolo da i “Figli della Stelle”, la fortunata canzone di Alan Sorrenti, successo degli anni Ottanta che parla di sogni e speranza per i giovani, è già un successo editoriale, atteso l’argomento e la specificità del metodo per affrontare tale tematica.

Questa sera si chiude la rassegna in riva al mare del PataPata. Alle ore 19 sarà presentato “Le stanze segrete di Lia” di Francesca Letizia Piccione che converserà con Salvina Mannone.