Scicli: impianti sportivi, l’ultimo grido di allarme

A lanciarlo è il coordinatore di “Libertà Popolare”, Peppe Puglisi

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SCICLI – “Si faccia qualcosa!”. Suona come un disperato grido di allarme l’esclamazione pronunciata da Peppe Puglisi, coordinatore del movimento civico Libertà Popolare, di fronte alle condizioni degli impianti sportivi locali.

Puglisi esprime molta preoccupazione per le ripercussioni che la situazione sta avendo e potrà avere sullo sport in città. Dei timori che sono emersi in particolare durante un confronto, svoltosi lunedì scorso, tra il direttivo di LP e i responsabili di alcune associazioni sportive, tra le quali calcio, atletica, ciclismo, pallamano, pallavolo e pallacanestro.

Nell’occasione – spiega il coordinatore – si è preso atto della mancanza assoluta, per molte discipline, di spazi regolamentari da gioco e dell’estremo degrado in cui versano diverse strutture della città”.

Un contesto che, a detta del gruppo civico, mette a rischio, nell’imminente futuro, lo svolgimento e la regolare prosecuzione dell’attività giovanile e di quella agonistica.

Nella foto Peppe Puglisi

Ci sono discipline sportive – aggiunge Puglisi – che non possono accogliere eventi di rilievo, perché mancano strutture con i requisiti minimi per ospitarli. La volontà del nostro gruppo, in linea con quella delle tante associazioni sportive, è di avviare un percorso condiviso che possa portare a scelte responsabili per la città”.

Il coordinatore di LP fa anche una riflessione generale sul recente e attuale dibattito che si è aperto in città sugli impianti sportivi. “E’ da tanti anni che pongo l’attenzione su questo tema. Resto stupefatto – afferma – di come, tutto ad un tratto, partiti politici e liste civiche si stiano interessando all’argomento, dopo che i loro rappresentanti hanno ricoperto ruoli, anche di primo piano, nelle compagini amministrative degli ultimi 10 anni. Ma nessun intervento, concreto e risolutivo, è stato fatto”.

“Sarà forse il profumo delle elezioni ad attirare tutti come api al miele?”, la domanda ironica di Puglisi, il quale auspica che questa attenzione, creatasi attorno alla problematica, “possa contribuire ad accendere definitivamente i riflettori sulla questione impianti in tutti i sensi, visto che alcuni di essi sono addirittura al buio”.