Servizio idrico, “Il Comune incassa dai cittadini più di quanto spende”

Secondo il Comitato Cambiare Scicli “i Comuni devono stabilire una tariffa che deve produrre una entrata uguale al totale dei costi sostenuti per la gestione del servizio idrico”

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SCICLI – “Il sindaco Enzo Giannone e gli assessori sono in grado di capire che i Comuni non hanno diritto di prelevare dalle tasche dei cittadini somme superiori ai costi di gestione del servizio idrico?”.

Il comitato “Cambiare Scicli” punta l’indice su palazzo di città. Il suo presidente Giuseppe Implatini evidenzia che in materia di tariffe idriche “i Comuni hanno l’obbligo di deliberare annualmente la tariffa del servizio idrico integrato, in modo da assicurare la copertura integrale dei costi del servizio, a norma degli artt. 117 e 243-bis del Testo Unico degli Enti Locali e dell’art. 154 del Codice dell’ambiente”.

In pratica i Comuni – chiarisce Implatini – devono stabilire una tariffa che deve produrre una entrata uguale al totale dei costi sostenuti per la gestione del servizio idrico. Secondo il Rendiconto del 2015 i ricavi del servizio idrico ammontano a € 3.623.918. Mentre i costi di gestione a € 1.351.603. Quindi nel 2015 il Comune di Scicli ha riscosso oltre € 2.200.000 in più, prelevandoli illegittimamente dalle tasche dei cittadini”.

Il comitato Cambiare Scicli entra nei particolari. “In assenza di una norma di legge – si legge nel documento – che autorizza il Comune a prelevare importi superiori ai costi di gestione, trova applicazione il principio di riserva di legge di cui all’art. 23 della Costituzione che sancisce: ’Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge’. Da ciò ne deriva l’illegittimità del prelievo”.

Nella foto Giuseppe Implatini

Implatini aggiunge: “Per rendere difficile il controllo di quanto incassa il Comune, dal 2016 fino al 2020 i Rendiconti del Comune non riportano più l’ammontare dei proventi del servizio idrico di competenza. Tali ‘proventi’, sono stati accorpati ad altre voci di entrata sotto la denominazione di ‘Vendita di beni e servizi'”.

“In sintesi, per essere chiari, – scrive il Comitato – dal 2016 non si riesce a capire quanto effettivamente il Comune incassi per il servizio idrico. Sappiamo quanto paghiamo ma quanto incassa il Comune, i cittadini non lo devono sapere. Non sappiamo se sia stata una ‘tecnica’ deliberata per occultare volutamente l’ammontare degli incassi realizzati”.

Il presidente di CS conclude affermando di aver richiesto in data 23 dicembre il rilascio del “prospetto analitico” di tali ricavi, da cui risulti, distintamente e per ogni anno, l’ammontare dei proventi del servizio idrico da riscuotere.

Secondo la legge, tale prospetto dovrà essere fornito entro 30 giorni dalla data di presentazione della nostra istanza, vale a dire entro il giorno 22 Gennaio 2022. Vi faremo sapere non appena avremo i dati di tali ricavi”, ha proseguito il Comitato.

Una stilettata Implatini la riserva ai consiglieri di maggioranza e parte di opposizione. “Questi devono spiegare – termina il presidente di Cambiare Scicli – come hanno potuto votare l’approvazione delle tariffe idriche senza conoscere l’ammontare dei proventi del servizio idrico di competenza, riguardanti gli anni precedenti”.