Un pluriscudettato del Torball in visita a Scicli

Gianluigi Toigo, campione d’Italia in carica con l’Augusta No. Ve. e miglior realizzatore dell’ultimo campionato di serie A, è stato intervistato da Ottavio Modica, durante il suo breve soggiorno in città

Nella foto i dirigenti e atleti della Settecolli Scicli insieme a Gianluigi Toigo (a sinistra)
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SCICLI – Il trentino Gianluigi Toigo (non vedente) si è concesso una breve vacanza nella nostra città, accompagnato dalla signora Ornella, in cui ha avuto modo di effettuare lunghe e rilassanti passeggiate lungo il ridente litorale e gustare le specialità culinarie, oltre che dolciarie locali, peraltro, parecchie apprezzate.

Gianluigi Toigo è un atleta antesignano del torball (disciplina praticata fin dal 1976 in età adolescenziale in quanto afflitto da una patologia degenerativa alla retina) in cui ha vinto diversi scudetti, l’ultimo ottenuto lo scorso fine settimana con il team dell’Augusta No.Ve., tanto caro al Presidente Patania.

Ha fatto parte della nazionale italiana, giocando anche in manifestazioni europee, distinguendosi sempre per la sua capacità realizzativa (in questa stagione indossando la maglia della squadra augustana ha realizzato 72 reti in 22 gare, premiato poi come miglior capocannoniere della serie A).

E’ stato un vero piacere averlo avuto come ospite in un noto locale cittadino, per iniziativa dei dirigenti della Settecolli, prima di tutto per formulargli gli auguri per il suo sessantesimo compleanno, poi, per scambiare alcune idee sulla disciplina sportiva ed anche per sentire il suo parere sul futuro dell’attività.

Molti sono stati gli spunti utili forniti dal pluriscudettato atleta e cogliendo l’occasione per la sua versatilità e garbata disponibilità sono state formulate alcune domande.

Nella foto l’atleta Gianluigi Toigo

Cosa ti ha portato a scoprire questa disciplina sportiva?
Da piccolo andavo a scuola in un istituto privato a Padova e si faceva tanta attività sportiva, calcio, atletica. Nel 1976 è apparso il torball in quanto hanno partecipato ad un torneo; un assistente mi ha inserito come titolare, dopo una prova preliminare ed ho fatto tanti gol. Da allora non mi ha più tolto e così ho avuto l’opportunità di fare esperienza e quindi migliorarmi”.

Che sensazioni provi quando scendi in campo?
Sono un agonista e quando vado in campo gioco per vincere sempre. C’è la massima attenzione per quello che si fa per potere vincere, quindi, concentrazione, forza fisica e precisione. Questi sono i miei capisaldi”.

Puoi descrivere i tuoi successi con la maglia azzurra?
Negli anni ‘80 con la Nazionale siamo arrivati secondi agli Europei, disputati a Roma, poi, quarti ai Mondiali nel 2006 e, poi, tanti altri piazzamenti a livello europeo. Poi ci sono stati delle situazioni che hanno determinato la mia esclusione dalla nazionale per scelte tecniche, decisamente non dipendenti da me, forse non andavo a genio a qualche allenatore, come tutte le cose”.

In questo periodo pandemico causa Covid come hai trascorso il “lockdown”?Siamo stati forse fortunati per tutto quello che ci riguarda, essendo che il Torball uno sport di interesse nazionale le palestre per noi erano sempre aperte. A Trento mi sono sempre allenato, tranne per qualche volta durante la pandemia più acuta”.

Cosa si potrebbe fare per sensibilizzare le persone disabili ad avvicinarsi al mondo dello sport?
Anche da noi come qui la difficoltà a reclutare atleti davvero è palpabile. Secondo me è da collegare al controllo della famiglia, in quanto i genitori hanno timore che i figli si facciano male e quindi sono contrari a fargli praticare sport. Anche la scuola, che dovrebbe incentivare la parte motoria soprattutto a chi non vede, non lo fa e questo li penalizza, perché lo sport per chi ha problemi sensoriali è anche motivo di autonomia, acquisendo sicurezza. La scuola dovrebbe lavorare in sinergia con i gruppi sportivi e con le famiglie per far sì che i ragazzi possano provare non solo il torball, ma anche altri sport in modo di fare rete e far sì che i bambini vengano tolti dai divani di casa davanti ai computer, TV e portarli nei campi per fare attività sportiva”.

Quali sono le difficoltà a livello nazionale?
Difficoltà tecniche non ce ne sono. Le difficoltà sono prettamente di natura politica di scelta. Sarebbe opportuno che l’associazione, che si occupa di tutti gli sport dei disabili visivi, riprendesse sotto il suo controllo, cosa che non avviene in questo momento, anche il torball e che decidesse a livello politico di portarlo avanti per farlo giocare nei vari Paesi del mondo, in modo che possa diventare sport paralimpico. Se questo non avverrà, purtroppo, le nazioni non investiranno denaro sul torball e quindi senza soldi non si va da nessuna parte. Anche in Austria dove il torball è preponderante non ci sono riusciti”.

Per concludere, i tuoi progetti futuri?
Molto facile, la mia priorità è il GoalBall. Nel momento in cui ripartirà il GoalBall dovrò lasciare mio malgrado il torball. Se avrò tempo di aiutare Sebastiano Patania lo farò volentieri, ma non so quale sarà il mio tempo disponibile, in considerazione anche degli anni che passano. Comunque, sintetizzando vorrei semplicemente continuare a fare ciò che mi fa stare bene e mi dà gioia”.

Ottavio Modica