Agrumeto via Tagliamento, “Destinazione d’uso discutibile”

Amministrazione Marino sollecitata dal Partito Democratico di Scicli a completare le procedure per l’adozione dei nuovi strumenti urbanistici. I dem chiedono di tutelare l’area verde a pochi passi dal centro storico

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SCICLI – Drizza le antenne il Partito Democratico di Scicli. L’attenzione dei dem è stata calamitata dall’apertura del procedimento di riqualificazione dell’agrumeto (privato) di via Tagliamento. Un argomento che dà l’assist al PD per tornare a parlare di urbanistica e degli strumenti di pianificazione del territorio.

Il partito espone le sue osservazioni, mettendole bene in chiaro su un documento che spedisce al sindaco Mario Marino, agli assessori, alla presidente del civico consesso, Desirè Ficili, al Consiglio comunale e al commissario ad acta, l’architetto Roberto Brocato.

Ai cinque destinatari della lettera viene fatto immediatamente notare che “a distanza di sette anni dall’approvazione, da parte dell’adunanza consiliare (con delibera n° 31 del 23/02/2015), delle linee guida dell’allora Piano Regolatore Generale e nonostante gli incarichi per lo studio geologico e agricolo forestale (2018), l’adeguamento alla legge 13/2015 (centri storici) e gli affidamenti al CI.R.CE.S di Palermo, al Politecnico di Milano (DASTU) e all’architetto Giuseppe Trombino (D.D. n° 32 del 31/01/2022), la città si ritrova ancora senza il Piano Urbanistico Generale (ovvero l’ex PRG)”.

Nel documento i dem mettono in risalto una data precisa: il 12 dicembre scorso. “Quel giorno – spiegano – l’attuale commissario ad acta Brocato (nominato il 09/12/2021 in sostituzione dell’Amministrazione, in ottemperanza alla sentenza del T.A.R. n° 663/2021) ha pubblicato l’avvio del procedimento di variante al PRG Portoghesi, attualmente vigente, del giardino di via Tagliamento”.

Tale iter – aggiunge il partito – indica la ritipizzazione urbanistica di uno dei pochi polmoni verdi ancora esistenti nel centro storico, per il cambio della destinazione d’uso da verde pubblico a privato, su richiesta di una SRL con sede a Scicli”.

Circostanza che spinge il PD a mettere sul tavolo la legge regionale n° 19/2020, che “impone alle amministrazioni comunali l’adozione, in tempi brevi e celeri, dei nuovi strumenti urbanistici, con l’obbiettivo di porre fine – si legge nella nota – ai procedimenti di specifiche richieste di varianti, poste in essere sulla base di singoli interessi, venendo meno il principio di interesse pubblico”.

Per il Partito Democratico di Scicli è “fondamentale che gli spazi verdi, rimasti tali nel perimetro urbano della città, vengano presidiati e tutelati come bene pubblico, finalizzati al benessere collettivo e al decoro cittadino”.

Come tale – proseguono i dem -, l’area in questione, sulla scorta delle scelte già operate con il piano Portoghesi, va salvaguardata e mantenuta al servizio della città. Sul punto, peraltro, spetterà all’amministrazione comunale, ove possibile nel caso di specie, venire incontro alle legittime esigenze del privato, attuando quel principio di perequazione che, in altre occasioni, ha già rappresentato una fondamentale linea di guida per gli enti pubblici”.

Dalla segreteria di corso Umberto I parte un sollecito verso la giunta Marino, il Consiglio comunale e i dirigenti, affinché “vengano ultimati, il prima possibile, tutti gli atti propedeutici all’approvazione del Piano Urbanistico Generale, nel rispetto di quanto espresso e approvato nel 2015, senza dimenticare gli altri strumenti urbanistici, già redatti e in fase di approvazione dallo scorso luglio, come il Piano di Utilizzo Demanio Marittimo (P.U.D.M.)”.

Il PD ne approfitta anche per invitare gli stessi e il commissario ad acta a “fare proprio il principio di priorità dell’interesse pubblico, rispetto a quello di un singolo privato, nella ritipizzazione – conclude il comunicato – imposta dalla sentenza del T.A.R. n° 663/2021”.