SCICLI – Segreto rivelato. Ciò che ha reso unico lo spettacolo itinerante “ἀλήθεια (Aletheia) – Le Svelate”, andato in scena il 23 e 24 luglio a Villa Penna, è stato lo spirito di comunità. Alla produzione, firmata Tecne99, hanno infatti collaborato attivamente numerose realtà del territorio; insieme hanno saputo fondere musica, danza, teatro e impegno civile in un’esperienza artistica dal forte impatto emotivo e simbolico.
Il pubblico è rimasto affascinato dal percorso proposto, un viaggio appassionante tra mito e verità, luce e ombra, in cui figure archetipiche, come Cloto, Lachesi, Atropo, Dioniso, l’Anziana, la Donna, il Fanciullo, hanno preso vita in un intreccio corale, potente e suggestivo.
Stupenda rappresentazione, scritta e diretta da Alessandra Nifosì, con le musiche originali di Pietro Scardino, che ha tratto le energie necessarie dalla comunità, protagonista anche fuori dal palcoscenico in un’azione collettiva: artisti, volontari, attività commerciali, imprese e cittadini hanno lavorato insieme anche per riqualificare e restituire alla città Villa Penna, trasformandola in un luogo vissuto, aperto, culturale. Le due serate hanno arricchito il calendario di appuntamenti “Diario d’Estate”, stilato dal Comune di Scicli.
“Un’emozione intensa, un viaggio tra mito, verità e contemporaneità – ha dichiarato il sindaco Mario Marino –, grazie al talento dei giovani protagonisti coinvolti nello spettacolo. Un plauso speciale ai ragazzi dell’associazione Tecne99 che, oltre a portare in scena la bellezza, hanno anche bonificato e ripulito Villa Penna, restituendola alla città come luogo di cultura e memoria”.
Accorato e partecipe anche il commento dell’assessore Gianni Falla, sottolineando il valore dell’iniziativa: “È stato molto più di uno spettacolo. È stato passione, cittadinanza, rinascita, cultura, arte. Esperienze come questa vanno sostenute, replicate, programmate. Diamo valore a ciò che nasce dal basso, con passione e competenza. Villa Penna deve restare un presidio culturale attivo, vissuto. E ‘Le Svelate’ ne sono la dimostrazione più chiara”.
Tra le tante voci del pubblico quella di Maria Carmela Miccichè, scrittrice e sceneggiatrice. Ha detto di essersi trovata di fronte a “uno spettacolo nello spettacolo”. È rimasta impressionata di come “le parole e i gesti siano arrivati forti e chiari, niente è stato lasciato al caso. La scelta del luogo perfetta: Villa Penna ha accompagnato, sedotto, danzato e cantato insieme ai protagonisti, mai in secondo piano. Nessuno è andato oltre, tutto è stato dosato con misura: parole, gesti, emozioni. Ma ciò che davvero ha travolto è stato l’entusiasmo”.
“Tutti, nessuno escluso, brillavano. Forse riusciranno a pagarsi le spese, ma non importa, non lo hanno calcolato; chissà se sono riusciti a realizzare che il loro entusiasmo dal piccolo, vecchio, palcoscenico malconcio, è straripato, inondando i viali, le scale della vecchia villa, silente fino al cancello di ferro sempre chiuso. Hanno pulito, sistemato, potato, recuperato quanto possibile, come padroni di casa che aspettano ospiti di riguardo. Hanno dato dignità a un luogo che ha ripreso vita”, ha concluso Miccihè.
Queste parole per Tecne99 sono invito e auspicio a promuovere altri eventi del genere: “Sostenere, replicare, dare continuità a esperienze che uniscono arte, cittadinanza attiva e visione condivisa. Non è stato solo un evento artistico, ma un atto di cura collettiva, un esercizio di memoria e visione, un segnale forte di rinascita urbana e culturale. Un esempio virtuoso – terminano gli organizzatori – di come l’arte possa essere motore di un cambiamento energico”.
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