Scicli: giovanissimi artisti “rivelano” una Sicilia “Bedda e Confusa”. L’installazione

Spazio espositivo inaugurato nei giorni scorsi nella chiesa di Santa Teresa. È il lavoro dei corsisti dell’associazione cultrale GoArt, guidate da Gabriela Costache e Simona Giugliano: “È un progetto artistico, sì, ma anche un gesto politico e sociale”

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SCICLI – L’avverarsi del desiderio di voler raccontare, in modo originale, un’identità frammentata, ma autentica, complessa e, allo stesso tempo, vera. Il concetto d’arte reinterpretato dai giovanissimi artisti di GoArt Scicli. Da parte loro un atto poetico, una dichiarazione d’intenti, una riflessione viva sulla Sicilia di oggi.

L’Isola prende forma tra arte, identità e bellezza imperfetta nella splendida chiesa di Santa Teresa. Nei giorni scorsi è stata inaugurata un’installazione contemporanea potente, collettiva, vibrante. Si è deciso di chiamarla “Sicilia Bedda e Confusa”. Alla cerimonia erano presenti, oltre a un pubblico numeroso e partecipe, il sindaco Mario Marino e l’assessore Gianni Falla, che hanno sottolineato con entusiasmo il valore sociale e culturale dell’iniziativa.

Sta già lasciando il segno l’opera realizzata dai corsisti dell’associazione culturale GoArt, capitanata dall’artista Gabriela Costache e Simona Giugliano. L’esposizione, promossa con il patrocinio del Comune di Scicli, invita il visitatore a smarrirsi nella bellezza.

Visitabile fino al 30 settembre, il percorso artistico creato non segue un ordine rigido: è un intreccio di visioni, simboli e interrogativi. Al centro dello spazio, una figura enigmatica cattura lo sguardo. È icona ed enigma della Sicilia stessa: magnetica, muta, eppure parlante. Lo spettatore non riceve risposte, ma viene chiamato a partecipare a una riflessione più ampia: su cosa significhi oggi essere siciliani, giovani e artisti in una terra che è tutto e il suo contrario.

I visitatori sono rimasti colpiti dalla maturità del linguaggio espressivo: i giovani artisti coinvolti hanno saputo tradurre emozioni complesse in un’opera condivisa, dove ogni elemento ha un peso specifico, ogni frammento una voce.

Il titolo, ‘Sicilia Bedda e Confusa’ – esordisce Costache -, è già un manifesto: un ossimoro denso di significato, che restituisce la tensione continua tra la bellezza disarmante e il caos irrisolto dell’Isola. Il caos non è mai gratuito, ma vissuto come linguaggio. La confusione non è smarrimento, ma spazio creativo. È in questo gioco continuo di tensioni e corrispondenze che l’opera rivela tutta la sua potenza”.

Abbiamo scelto di non raccontare una Sicilia cartolina, idealizzata o folkloristica – spiega l’artista –, ma di dare voce a un’identità viva, in movimento, che cambia, si interroga, si mette in discussione. I nostri ragazzi hanno risposto con coraggio e autenticità. Un progetto artistico, sì, ma anche un gesto politico e sociale. In un tempo in cui i giovani spesso faticano a trovare spazio per esprimersi, ‘Sicilia Bedda e Confusa’ dimostra quanto sia urgente (e possibile) costruire occasioni di ascolto, creazione e dialogo.

Alla fine del percorso, resta addosso una sensazione insolita: quella di aver attraversato un luogo che non si visita, ma che ci attraversa. La Sicilia, qui, non è raccontata: si racconta da sola, con tutte le sue ombre, i suoi silenzi, la sua struggente verità.
Una verità
– termina Costache – che, proprio perché confusa, è tremendamente reale”.

 

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