SCICLI – L’istinto di fuorisede lo riporta a Scicli ogni estate. È un cittadino che, come tanti altri, torna per trascorrere la villeggiatura tra mare e barocco. Una dimostrazione di affetto che, però, sembra non essere ricambiata, stando a quanto scrive alla nostra redazione. La sigla G. M. apposta in calce timbra una lettera di forte delusione, suscitata dal ritrovare problemi irrisolti e nuovi.
“Passano gli anni e la situazione peggiora”, è la premessa del firmatario del messaggio. Stavolta lamenta un disservizio all’isola ecologica di contrada Zagarone. “Mi trovo in villeggiatura, vivendo altrove per esigenze lavorative, e stamattina (giovedì 31 luglio), alle 08.15 – commenta –, mi sono recato alla zona artigianale, dove ‘dovrebbe’ (condizionale d’obbligo) esserci un centro di raccolta. Passano i minuti e nonostante il cartello indichi l’orario d’apertura alle 8 non si vede nessuno. Insieme a me altre quattro macchine con persone in attesa di qualcuno”.
G. M. decide allora di contattare la Polizia Municipale per avere ulteriori informazioni. “Pur non essendo il numero dell’ufficio competente, risponde un’agente, invitandomi a richiamare successivamente, così da informarsi sul perchè il servizio di raccolta non fosse attivo. Richiamo dopo 10 minuti e mi viene detto che c’è stato un contrattempo, a causa dell’indisponibilità di sacchi e dei contenitori dove conferire gli indumenti usati”.
Chi scrive si domanda: “È questo il servizio che viene offerto? Se una persona trascorre un periodo breve di ferie a Scicli, come e, soprattutto, dove deve smaltire determinati rifiuti? Perché non è stato possibile conferire indumenti? I cassoni verdi in fila erano stracolmi?”.
Nella lettera viene ricordato come “nel 2024 vi siano stati tanti spot e proclami per le isole ecologiche. Dicevano di crearne nelle borgate e in città. Non solo non sono state fatte – si legge -, ma l’unica esistente non funziona correttamente”.
“Come mai in diverse regioni esistono le isole ecologiche dove si può smaltire regolarmente carta, cartone, legno, plastica, indumenti, oli esausti, elettrodomestici ecc? Così, invece, di offrire un servizio esaustivo si spingono, indirettamente, i cittadini a mettere i sacchi fuori dalla propria abitazione, sperando che prima o poi li raccoglieranno; o peggio ancora ad abbandonarli dove capita prima”, conclude il cittadino che sperava in una villeggiatura diversa dalle passate estati.
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