Scicli, l’approdo del libro “Sarah. Il delitto di Avetrana tra verità e bugie”

Sarà presente l’autrice, la giornalista Rai Ilenia Petracalvina. L’appuntamento stasera in piazza Municipio

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SCICLI – L’approdo del libro “Sarah. Il delitto di Avetrana tra verità e bugie”. A Scicli sarà presentato stasera, alle ore 21, il lavoro dell’autrice, nonché giornalista Rai, Ilenia Petracalvina. In piazza Municipio, ricostruirà quei terribili giorni, dialogando con il collega Giuseppe Savà. L’iniziativa è dell’assessorato alla cultura del Comune di Scicli e della libreria Don Chisciotte.

Sono passati quindici anni – si legge nella scheda di presentazione dell’appuntamento – dal quel 26 agosto 2010. Oggi Sarah Scazzi avrebbe 30 anni. Uccisa, per gelosia, dalle persone che amava di più al mondo: sua cugina Sabrina Misseri e sua zia Cosima Serrano, e seppellita in un pozzo cisterna da suo zio Michele. Loro tre rappresentavano tutta la sua famiglia, una culla di amore e di protezione, un rifugio sicuro e certo dove nessuno mai le avrebbe potuto fare del male. E invece. Per quarantadue giorni i silenzi, le menzogne, i depistaggi di chi sapeva tutto, nascondendo la verità, hanno fatto diventare la sua morte ‘il delitto di Avetrana’”.

Un delitto – prosegue l’autrice – che ancora divide l’opinione pubblica, nonostante i tre gradi di giudizio e le sentenze che hanno condannato la cugina Sabrina Misseri e la zia Cosima Serrano all’ergastolo e lo zio Michele Misseri a otto anni per soppressione di cadavere. Quest’ultimo è tornato a vivere nella casa dove è stata uccisa, nel luogo dove tutto è successo e dove continua ad autoaccusarsi dicendo di averla ammazzata in preda a un raptus”.

Il libro ricostruisce non solo la morte e i giorni delle ricerche, degli interrogatori e delle indagini, con i conseguenti capi di imputazione e condanne, ma soprattutto un microcosmo di menzogne e complessi rapporti familiari. “Un gruppo di famiglia in un interno che a un certo punto – termina l’autrice – esplode e da lì incombe la tragedia, anni prima che le che le storie di violenze in famiglia dominassero le pagine di cronaca nera”.

 

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