Jungi, l’elogio finale a padre Di Pietro

Celebrati questa mattina nella chiesa del SS. Salvatore i funerali dell’amato parroco, scomparso giovedì mattina, all’età di 91 anni. Il vescovo di Noto, Salvatore Rumeo, nel corso dell’omelia: “Negli ultimi tempi soffriva perché stava fermo, lui che è stato un sacerdote in movimento”

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SCICLI – Gli è stato tributato un commosso e dovuto ultimo elogio alle qualità umane di padre Concetto Di Pietro, morto giovedì, all’età di 91 anni. Questa mattina sono stati celebrati, nella chiesa del SS. Salvatore, i funerali del sacerdote emblema di fede e socialità a Scicli.

Numerosa la gente presente per l’addio a una figura entrata a far parte della storia di una comunità, che conobbe negli anni ’60. Lui nativo di Pachino, riuscì in pochissimo tempo a farsi apprezzare da tutti. Ha esercitato il suo ministero prima come viceparroco nella chiesa di San Bartolomeo, poi al Villaggio Jungi e alla chiesa Madre. Negli ultimi tempi è stato sacerdote e rettore a San Michele Arcangelo. Un punto di riferimento per intere generazioni di sciclitani.

Encomiabile il suo servizio pastorale; preziosa la sua presenza nel sociale donata a Scicli. Doti che sono state esaltate durante l’omelia dal vescovo della diocesi di Noto, Salvatore Rumeo.

La sua passione sacerdotale – ha sottolineato davanti ai presenti – si racchiude nella completa dedizione per l’azione pastorale. Poco fa in sacrestia, mi è stato detto che padre Di Pietro, quasi 80enne, accompagnò i giovani a Montorso, in occasione dell’Agorà, l’incontro con l’allora papa Benedetto XVI; con il pullman si recò lì per vivere quella missione: portare il Vangelo a tutti, ai ragazzi. Don Concetto ci racconta una vita davvero sacerdotale. Oggi lui vede il Signore, faccia a faccia”.

“La sua – prosegue il Vescovo – è stata esperienza di attesa, che non è tempo vuoto, senza senso, ma che offre l’occasione di meditare, riconoscere i segni della presenza di Dio. E l’ultimo segno che ha accompagno la vita di don Concetto è stato quello della sofferenza. Stare appresso alla croce di Gesù; ciò che conta non è il soffrire, ma credere così da appropriarsi della sofferenza di Cristo. Posso attestare che don Concetto, durante i nostri ultimi colloqui, ha vissuto la stagione della sofferenza, dalla notte del dolore, alla luce della comprensione del mistero. Soffriva lo stare seduto, perché la sua vita sempre è stata una vita in movimento. Sacerdote che ha vissuto relazioni sante con il popolo di Dio”.

“Don Concetto è stato vigilante nell’attesa. Da pastore ha amministrato la grazia di Dio, annunciando la sua parola, celebrando i santi misteri ed esercitando la carità. Ha donato a tutti ogni attimo del suo tempo, delle sue giornate. Anche se il suo corpo si appesantiva – conclude monsignor Salvatore Rumeo -, don Concetto ha continuato a essere il chicco di grano che si consuma per la chiesa. Adesso riposi in pace e ci stia vicino con la preghiera”.

Alle esequie, presente, tra gli altri, il sindaco Mario Marino. Ad assistere il vescovo Rumeo nella funzione funebre i parroci e diaconi del Vicariato Generale. Sui primi banchi della chiesa anche la delegazione dell’Arciconfraternita del SS. Crocifisso. Il feretro di don Concetto è stato, infine, accompagnato verso il sagrato da un lungo applauso, segno di profonda riconoscenza per l’immenso dono spirituale e impegno amorevole verso la comunità locale.

 

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