SCICLI – Baricentrica la posizione, un vantaggio non trascurabile per Scicli. Lungo una eventuale pista costiera iblea, le quattro borgate marinare sciclitane avrebbero la possibilità di intercettare buona parte del flusso crescente del cicloturismo, fenomeno sperimentato già dalle realtà viciniore. La mobilità sostenibile, oltre a rappresentare una necessità per l’ambiente, può fare la differenza economicamente parlando. Diversificherebbe l’offerta turistica nel territorio sciclitano, collegando le frazioni rivierasche al resto del litorale ibleo.
Sulle potenzialità dell’eventuale opera si è espresso Giampaolo Schillaci, docente dell’ateneo di Catania, nella qualità di delegato alla mobilità dolce dall’unità operativa del sito Unesco città tardo barocche del Val di Noto, reduce dalla conferenza nazionale “Recupero e valorizzazione ferrovie dismesse e itinerari di mobilità attiva in Sicilia”, svoltasi, sabato mattina, nell’aula Magna del Consorzio universitario di via Dottor Solarino a Ragusa Ibla. Cinque delle otto relazioni presentate durante il meeting hanno messo in risalto il valore economico della tematica per i territori attraversati.
I lavori sono stati aperti dal sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì, e per il Consorzio universitario dal presidente in carica Pinuccio Lavima, ambedue convinti sostenitori del cicloturismo in Sicilia e nell’area iblea. Alessandra Tormene, referente Eurovelo Fiab Italia, ha fatto, invece, il punto dei progetti europei di mobilità ciclistica. Sull’argomento sono state offerte delle preziose analisi. Come quella di Sebastiano Catena, coordinatore Fiab Sicilia, che si è focalizzato sulla situazione Eurovelo in Sicilia. La conferenza è durata circa tre ore e mezzo. Antonio Dalla Venezia, referente Bicitalia Fiab, ha riportato il discorso sulla rete nazionale prevista e in corso.
Molto attesi i contributi di Palmarosa Fuccella, Bike destination specialist, sulla Ciclovia dei parchi della Calabria, nonché il racconto di una esperienza di straordinario successo da parte di Giovanni Guarneri, noto per il suo Sicily Divide, per proiettare verso nuovi progetti di mobilità ciclistica in Sicilia che fra poco saranno concretamente pronti a partire. Marco Platania, docente presso il corso di Economia della struttura didattica di Ragusa, ha assunto il compito di approfondire gli aspetti dell’economia indotta nei territori dalle attività connesse al cicloturismo.
La “straordinaria esperienza” tuttora in corso a Marina di Ragusa, con la costruzione di una pista ciclabile e poi di una pedonale in sede separata, è stata raccontata da Giovanni Giuffrida, ingegnere e assessore del Comune di Ragusa. L’intervento finale, è stato affidato a Gaetano Brucoli, progettista grandemente collaudato di ciclo piste, greenways e recuperi di ferrovie dismesse.
Schillaci ha avuto il compito di ricostruire la storia della mobilità ciclistica in Sicilia, ponendo in risalto, fra le altre cose, l’operato dei cicloturisti e delle associazioni cicloturistiche siciliane. La conferenza, conclusasi con un light lunch di piatti tipici, offerto dal circolo Legambiente Scicli Kiafura, da sempre sostenitore delle attività di mobilità attiva, ha illustrato gli eventuali benefeci realizzazione di nuove ciclo vie e cammini che si stanno mano a mano delineando.
“In questo contesto – spiega Schillaci – Scicli e le sue frazioni marinare si trovano al centro, potendo ricevere il turismo nazionale e internazionale, ma anche quello locale, tutt’altro che trascurabile, proveniente da Marina di Ragusa con la pista ciclabile in cui possiamo vedere lavori in corso. Anche il flusso turistico che approda a Pozzallo potrebbe facilmente convergere verso il territorio sciclitano, visto che Modica vuole prolungare fino a Maganuco la pista inaugurata nel 2010. Dunque, molto ci si può aspettare dai lavori in corso lungo la costa, tenuto conto che le piste costiere realizzano ovunque grandi successi di presenze; nel nostro caso si tratterebbe di un percorso fruibile tutto l’anno, preziosità estremamente rara nel resto del mondo”.
C’è di più. “È già in via di realizzazione – prosegue il delegato alla mobilità dolce dall’unità operativa del sito Unesco città tardo barocche del Val di Noto – la ciclovia che unirà i 6 Comuni che appartengono all’area ‘FUA’ (Scicli, Modica, Ragusa, Vittoria, Santa Croce Camerina). Questa opera, nel sesto Comune, quello di Giarratana, troverà il punto di raccordo con il grande progetto ‘Passi Iblei’, anticipato dalla proposta strategica ‘Greenet’, che prevede il completamento della ciclopista Siracusa-Ragusa sulle orme della storica ferrovia dismessa nel dopo guerra, e il potenziamento della rete ferroviaria barocca tuttora in esercizio”.
Stando a Schillaci, per raccogliere appieno i frutti di tutto questo grande lavoro già in corso, occorre che il Comune di Scicli si attivi per completare quanto di propria competenza, ovvero la “connessione fra Donnalucata e Sampieri”. Non solo. “Sarà molto utile sistemare, con fondi destinati alla viabilità locale – commenta il docente universitario –, la strada delle Milizie, per fare in modo che chi dalla borgata donnalucatese vorrà raggiungere Scicli possa conoscere questa emergenza culturale”.
“In definitiva, è necessario che il nostro Comune – termina Schillaci – fornisca un contributo importante al completamento della pista costiera che da Marina di Ragusa potrebbe facilmente connettersi a Pozzallo, completando la connessione fra Donnalucata e Sampieri. Un’occasione preziosa di sviluppo”.
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