Scicli, recupero grotte di Chiafura: formalizzato passaggio fondamentale

Nei giorni scorsi a palazzo di città

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SCICLI – Chiavi della reception del parco di Chiafura e della chiesa di San Matteo affidate all’Ente Parco di Kamarina e Cava Ispica. Nei giorni scori il Comune ha consegnato formalmente le aree di sua proprietà per la progettazione esecutiva e la direzione lavori di recupero dell’antico quartiere rupestre di Scicli.

Alla presenza del sindaco Mario Marino, del suo vice Giuseppe Causarano, dell’assessore Enzo Giannone, del direttore del Parco Kamarina, Giuseppe Morando, e del Rup Bartolo Rivillito, è stato formalizzato un passaggio importante per effettuare e opere di riqualificazione, valorizzazione, consolidamento e sistemazione dei percorsi esterni di Chiafura.

Nel corso della progettazione sarà valutata la possibilità di finanziare la pavimentazione interna della chiesa di San Matteo, ex matrice della città.

Nella foto (da sinistra) Causarano, Giannone, Marino, Rivillito e Morando

Il Comune di Scicli e l’Ente Parco Archeologico di Kamarina e Cava d’Ispica nel 2021 hanno sottoscritto un protocollo di intesa, al fine di redigere di concerto un progetto, finalizzato a promuovere culturalmente e turisticamente una cospicua parte del patrimonio culturale sciclitano (etnico, antropologico, storico, naturalistico, archeologico). Tutto questo anche in funzione del costituendo Parco archeologico dei Tre Colli. Esso include tre macroaree: le grotte di Chiafura, il colle e la chiesa di San Matteo e il Castello dei Tre Cantoni.

L’idea progettuale, che coinvolge la cosiddetta Collina di San Matteo – ricorda Marino -, prevede la fruizione e la musealizzazione dell’intera area che, grazie ai già esistenti percorsi storici-archeologici, diventerà un vasto luogo che racconta la storia dell’insediamento cittadino”. In questa area insistono anche le chiese di San Vito, Santa Lucia e quella dello Spirito santo. Continuando a salire culmina nella costruzione del Castellaccio o Torre Normanna.

Mentre, l’area più in alto della collina, quasi su un pianoro, dove gli scavi archeologici, eseguiti dall’Ente Parco di Kamarina e Cava di Ispica, hanno portato alla luce il tracciato murario dell’antico castello risalente al periodo medievale, oltre al ritrovamento di parecchi reperti già oggetto di catalogazione archeologica.

 

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