SCICLI – Saldo il divieto da più di dieci giorni. L’acqua, erogata dal serbatoio del Rosario, non avrebbe ancora “smaltito” l’elevata carica di escherichia coli e di batteri coliformi, rilevata dalle analisi effettuate dall’Asp di Ragusa. L’ordinanza, firmata il 19 settembre scorso dal sindaco Mario Marino, vieta il consumo ai fini potabili della risorsa idrica alle utenze del centro storico e del Villaggio Jungi. Il provvedimento è ancora in vigore, la pazienza dei cittadini sta per esaurirsi, pesanti le difficoltà sofferte quotidianamente per poter disporre di una risorsa salubre. La bollitura preventiva dell’acqua, così da impiegarla nel lavaggio degli alimenti, non basta a calmare il malcontento. Gli utenti insorgono. Tra loro anche Guglielmo Scimonello.
L’ex assessore comunale è arrabbiato per il protrarsi di questa condizione che sta provocando “notevoli disagi alla popolazione, costretta a sostenere – commenta – spese aggiuntive per l’acquisto di ulteriore acqua per bere e cucinare”.

Scimonello sollecita l’intervento del Sindaco e della sua giunta. Poi solleva un altro problema che si determinerebbe anche dopo la revoca dell’ordinanza sindacale. “Una volta ripristinata la potabilità – aggiunge -, le famiglie saranno costrette ad interventi manutentivi per svuotare e disinfettare serbatoi, recipienti, vasche e cisterne, con l’aggravio di ulteriori spese a loro carico, già appesantite da tariffe idriche elevate. Questa grave mancanza rischia di provocare ripercussioni sulla salute pubblica e sta già incidendo negativamente sull’immagine e sull’economia della città. Le strutture ricettive turistiche non possono lavorare con penuria di acqua”.
Ritenuto inaccettabile da Scimonello che “in questo contesto il sindaco Mario Marino e la sua giunta non abbiano ancora preso posizione. È un dovere delle istituzioni – ribadisce – informare i cittadini circa ciò che sta accadendo, soprattutto in un momento così critico. La mancanza di comunicazione e di azioni concrete da parte dell’amministrazione comunale è un segnale allarmante di indifferenza nei confronti delle legittime esigenze della popolazione“.
Chiede anche un intervento immediato su Iblea Acque da parte dell’amministrazione comunale. “Bisogna risolvere – spiega Scimonello – una situazione che non può essere più tollerata, affinché si individuino le soluzioni più immediate per alleviare la sete della città”.
Poi un appello rivolto a Iblea Acque perché valuti di applicare dei rimborsi per le spese sostenute dalle utenze, a causa della non potabilità della risorsa idrica. “È doveroso chiedere al gestore di riconoscere agli utenti sciclitani gli oneri economici sostenuti, attraverso la decurtazione in misura del 50% della tariffa pubblica per ciascun metro cubo di consumo e per gli altri servizi forniti, come fognatura o depurazione, adottando misure concrete a favore della nostra comunità. È ora – termina l’ex assessore – di mettere al primo posto la nostra comunità!”.
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