
SCICLI – Benestare unanime mercoledì sera del Consiglio comunale su una proposta, giunta dal comitato “Scicli per Gaza”, di interrompere gli acquisti di prodotti israeliani da parte della farmacia comunale. Il testo è stato portato in aula consiliare dal consigliere Bruno Mirabella. Soddisfazione espressa dal movimento locale pro Pal.
“La mozione – spiega il portavoce del comitato ‘Scicli per Gaza’, Gianfranco Iannizzotto – contiene anche impegni per informare la cittadinanza e gli operatori economici sulle connessioni tra l’economia locale e quella sionista. Come movimento, siamo ben coscienti che i principali legami tra Israele e la nostra zona sono attinenti alla filiera agricola e da parte nostra nel prossimo futuro saremo impegnati in tal senso. Non è assolutamente accettabile che il nostro governo, il quale immediatamente dopo l’intervento della federazione Russa in Ucraina ha adottato tutte le misure sanzionatorie decise in ambito UE, ancora oggi, dopo due anni di genocidio contro la popolazione di Gaza, non fa niente e anzi si oppone anche ai timidi tentativi messi in atto da alcuni paesi dell’UE di sanzionare Israele, ma le istituzioni della Repubblica non sono solo il governo. Si stanno moltiplicando in tutta Italia le iniziative da parte degli enti locali nella stessa direzione intrapresa dal Comune di Scicli”.

Il comitato si dice orgoglioso dei suoi rappresentanti, rivolgendo un grazie particolare al consigliere Bruno Mirabella, alle centinaia di persone, firmatarie della petizione, e a tutti quelli che, soprattutto, negli ultimi due mesi “si sono spesi nelle attività promosse dal nostro comitato a favore della popolazione palestinese. Avanti così – termina Iannizzotto -, la liberazione della Palestina sarà anche la nostra liberazione”.
La mozione di indirizzo, prima sottoscritta e poi approvata all’unanimità dal Consiglio, è stata presentata da Mirabella come un “gesto di responsabilità e politica civile – commenta -, con cui vogliamo ribadire il rifiuto a ogni forma di complicità economica con chi finanzia guerre, occupazioni e violazioni sistematiche dei diritti umani. La nostra farmacia comunale non può restare indifferente. Volevamo che anche Scicli facesse la sua parte in questa battaglia di civiltà. Non si tratta di una misura contro i cittadini, ma a favore di un’etica pubblica coerente”.
La proposta è parte della campagna nazionale “Teva? No, grazie!”, lanciata da movimenti civici, associazioni di sanitari e attivisti per i diritti umani, contro la multinazionale farmaceutica israeliana.
Ai Consiglieri comunali è stato chiesto di “approvare la mozione, con l’augurio – prosegue Mirabella – che la città possa diventare un esempio virtuoso di attenzione ai diritti umani, anche nella gestione di un servizio fondamentale come la farmacia comunale. Per questo abbiamo chiesto al Consiglio e al Sindaco di aderire alla campagna BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni), esercitando pressione non violenta su Israele, affinché rispetti i diritti dei palestinesi, così come hanno fatto numerosi enti locali italiani e internazionali”.
Una proposta supportata anche da una raccolta firme cittadina da parte dei movimenti “Scicli per la Palestina” e “Scicli for Gaza”.

“Nella mozione da me presentata – aggiunge Mirabella – si chiede di fermare dal 1° novembre la vendita e l’ordinazione di prodotti israeliani nella farmacia comunale; i cittadini sappiano che questa iniziativa non toglie il loro diritto alla salute e, al contempo, saranno date indicazioni su farmaci sostitutivi e generici con lo stesso principio attivo ed efficacia”.
Mirabella ha chiesto anche di “condannare pubblicamente il genocidio e le violazioni dei diritti umani in corso nei Territori Palestinesi Occupati, riconoscendo il diritto del popolo palestinese alla resistenza; l’astensione dal concludere o mantenere rapporti istituzionali, culturali, economici o promozionali con enti israeliani o iniziative patrocinate dall’ambasciata israeliana; l’esposizione nei luoghi istituzionali di simboli, striscioni o grafiche a sostegno del popolo palestinese e la promozione di eventi pubblici di sensibilizzazione”.
Sottolineata dal consigliere, inoltre, la necessità di “avviare rapporti di cooperazione e gemellaggio con enti palestinesi e promuovere, nelle sedi opportune (es. ANCI, Regione Sicilia), una posizione di rifiuto della guerra e del riarmo nel territorio siciliano, chiedendo la progressiva smilitarizzazione della Sicilia, in coerenza – termina Mirabella – con il principio del rifiuto della guerra”.
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