Palazzo Spadaro, dove la pittura di un’artista sciclitana si intreccia alla voce di Camilleri

Un’originale esposizione di Ludovica Randazzo omaggia il celebre scrittore siciliano nel centenario della sua nascita

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SCICLI – Vocabolari diversi, un solo mare da raccontare: la narrativa di Andrea Camilleri da un lato, il colore e la visione personale di una giovane artista di Scicli dall’altro.

A palazzo Spadaro lo scorso 23 ottobre è stata inaugurata l’esposizione di Ludovica Randazzo. Luogo e autore, come due correnti, si mescolano perfettamente nella sua originale mostra. Le tele sono parte integrante di un’iniziativa culturale, che rende omaggio al celebre scrittore siciliano, nel centenario della sua nascita, ideata dal Fondo Camilleri, dalla Cooperativa Agire e dal Comune di Scicli.

Ed è così che le sale settecentesche dell’edificio nobiliare di via Francesco Mormina Penna sono diventate un orizzonte condiviso tra le parole di Camilleri e i colori di Randazzo. Fra documenti e immagini, inviati dal Fondo Camilleri, e un allestimento che celebra il maestro di Porto Empedocle, le opere della pittrice sciclitana sembrano dialogare con l’universo letterario camilleriano.

Il mare, protagonista sia nella narrativa del celebre scrittore che nella mia arte – spiega Randazzo – è diventato simbolo di un legame profondo con la propria terra e della forza creativa che da essa scaturisce. Il percorso espositivo crea un dialogo ideale tra tele e parole, dove la pittura si intreccia alla voce dello scrittore siciliano. Camilleri stesso ricordava: ‘Sono nato e cresciuto a cento metri dal mare… quella notte, la prima lontano da casa, mio padre mi chiese: non riesci a dormire? No, non sento il rumore del mare. Ecco, se lo conosci, il mare te lo porti dentro per sempre’”.

L’esposizione ha offerto al pubblico un’occasione per riscoprire Camilleri attraverso i suoi legami più profondi e, allo stesso tempo, ha celebrato la forza creativa delle giovani voci che dalla Sicilia continuano a dialogare con il mondo, nel segno dell’arte e della letteratura.

Questo rapporto profondo con il mare, oltre alla raffigurazione paesaggistica, incarna anche stato d’animo, come origine e ritorno. È ciò che ho raffigurato. Il mare che protegge e minaccia, che rincuora e rumoreggia, che tiene dentro l’identità siciliana”, conclude Randazzo.

 

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