Scicli: guardando al voto del 2027, diversi con l’acquolina in bocca

Primissimi movimenti, alcuni quasi impercettibili, in ottica Amministrative, tra il desiderio di rimettersi in gioco e l’intenzione di tessere nuove alleanze per rafforzare la presa sull’elettorato. Guglielmo Scimonello, osservatore esterno delle vicende politiche locali, dà delle indicazioni sulle qualità essenziali per governare efficacemente la città

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SCICLI – Il magnetismo esercitato dal voto del 2027 aumenta. A Scicli sono già diversi coloro che stanno rivolgendo più di un vago pensiero alle prossime Amministrative.

Qualcuno inizia a farsi notare, altri preferiscono, invece, agire sottotraccia, attendendo il momento giusto per manifestare pubblicamente l’intenzione di candidarsi come successori del sindaco Mario Marino.

Ci si sta preparando in modo differente. Per la maggior parte sono movimenti quasi impercettibili, tipici di quelli che desiderano rimettersi in gioco, magari entrando dalla porta dell’associazionismo; al contempo, però, non mancano operazioni più “decifrabili” delle altre, come la tessitura di nuove alleanze per irrobustirsi, nel tentativo di non far emigrare altrove la fiducia dell’elettorato conquistata nell’ultima chiamata alle urne.

Che la politica locale sia proiettata già al futuro, avanti di un anno e mezzo rispetto ad oggi, lo sostengono in tanti. C’è pure chi azzarda anche degli esempi. Come l’adesione del consigliere Bruno Mirabella al movimento “Controcorrente”, fondato dal deputato regionale Ismaele La Vardera. Un ingresso che nell’ultima settimana ha molto attirato l’attenzione della politica locale, avvalorando la tesi di chi sostiene che il 2027 non è poi così tanto lontano.

Gli osservatori più attenti se ne sono accorti. Tra questi l’ex assessore e consigliere comunale Guglielmo Scimonello, che non manca di offrire il suo punto di vista a tal riguardo. Fa notare come movimenti e possibili candidati alla poltrona di primo cittadino stiano già preparando il terreno per farsi trovare pronti all’appuntamento elettorale.

Voglio dare un contributo – esordisce Scimonello – per esprimere il mio pensiero aperto, onesto e oggettivo destinato, in genere, a suscitare un’eco nel frastagliato arcipelago cittadino”. Secondo il suo punto di vista non è mai presto per pensare alla campagna elettorale. Al contrario, sostiene che sia “questo il momento di agire per ridisegnare e progettare una nuova dimensione ideale di città che si concentra sul benessere dei cittadini. L’idea è che per governare al meglio una città, si debbano superare gli schieramenti e le ideologie per concentrarsi sulle esigenze concrete della comunità”.

Nella foto Guglielmo Scimonello

Scimonello individua un punto di partenza, ossia “l’indubbia constatazione che Scicli ha bisogno di essere amministrata, cioè guidata da decisioni ponderate, strategiche e a lungo termine, piuttosto che essere semplicemente gestita, un’azione più restrittiva e limitata alla gestione corrente e quotidiana di compiti già definiti. È fondamentale – prosegue l’ex amministratore – concentrarsi sul collettivo che privilegia l’unità e il progetto comune, mettendo da parte le divisioni, per individuare ciò che accomuna le persone e non ciò che le separa. Serve un patto di rinnovamento, sviluppo e crescita per il territorio. Un impegno fondato su valori, principi sani e senso delle istituzioni. Il cambiamento vero nasce da chi lavora, da chi conosce le difficoltà dei cittadini, da chi ha maturato esperienza amministrativa e la mette al servizio della collettività”.

Insensato, a giudizio di Scimonello, ripetere gli errori del passato: “Una frammentazione pazzesca, i cui frutti avvelenati saranno l’inadeguatezza e l’instabilità del quadro politico. Nella situazione attuale, non vedo i presupposti di un programma comune, che susciti partecipazione e coinvolgimento per recuperare la politica come servizio. Mi rivolgo ad un popolo di generosi. La generosità in politica consiste nel generare possibilità, proprio perchè si parte dal presupposto che i centri decisionali non debbano più essere soltanto economia e politica, intesa come amministrazione del potere, ma occorra e si possa, da parte degli amministratori, trasformare l’ascolto attivo in iniziativa politica e coinvolgimento di nuovi attori politici e sociali“.

Per quanto mi riguarda, – termina Scimonello – mi farò carico di fornire il mio modesto contributo, perché credo che il futuro di Scicli, passi dal coraggio di cambiare, con serietà, visione e passione, rifiutando la rassegnazione“.

 

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