SCICLI – Gambe rigide, braccia aperte, Marino si para dinnanzi all’ospedale “Busacca” di Scicli. Ieri il Sindaco ha deciso di frapporsi tra il nosocomio sciclitano e le intenzioni dell’Asp di Ragusa di aprirvi un Centro di Pronta Accoglienza per la cura delle dipendenze patologiche. La stoppata del primo cittadino al direttore generale Giuseppe Drago ha, inevitabilmente, innescato un acceso dibattito in città, che vede tutt’ora contrapporsi favorevoli e contrari sull’apertura del CPA in uno dei padiglioni del nosocomio sciclitano.
Nel vortice dei pareri, risalta il “sì” espresso dalla segreteria cittadina di Forza Italia. Un giudizio favorevole all’apertura del centro in netto contrato con il pensiero di Marino.
“L’iniziativa, voluta dal Governo regionale – spiega il segretario cittadino azzurro, Guglielmo Cartia -, rappresenta una risposta concreta e innovativa al crescente fenomeno dell’abuso di cocaina e crack, inserendosi in una più ampia strategia di prevenzione, cura e reinserimento sociale delle persone affette da dipendenze. Il Centro di Pronta Accoglienza sarà una struttura residenziale con 12 posti letto, operativa 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, che accoglierà pazienti, dopo la presa in carico da parte dei SerT territoriali, garantendo un percorso terapeutico intensivo e supervisionato”.
Nella sede forzista di via Fiumillo considerano l’eventualità di attivare il CPA al “Busacca” come un “motivo di particolare soddisfazione per la comunità locale: la struttura, infatti, risponde pienamente ai requisiti previsti dal decreto attuativo, dispone di spazi idonei e autonomi rispetto ai reparti di degenza e potrà essere immediatamente operativa. Il personale – riporta il documento diffuso dalla segreteria cittadina – sarà specificamente formato da operatori esperti nel settore delle dipendenze, garantendo standard professionali elevati, sicurezza e tutela dei pazienti“.
Forza Italia Scicli parla di un possibile “risultato importante che conferma la visione di una Regione attenta ai bisogni sociali e sanitari dei cittadini, capace di coniugare prossimità territoriale e qualità dei servizi”. Del CPA al “Busacca” gli azzurri ne hanno parlato ieri in un incontro avuto alla direzione generale dell’Azienda sanitaria provinciale. Oltre a Cartia, erano presenti la consigliera comunale Sabrina Micarelli, e il vice segretario cittadino, nonché dipendente Asp, Giuseppe Avola. La delegazione azzurra ha parlato con il direttore generale dell’azienda sanitaria iblea, Giuseppe Drago, con quello sanitario Sara Lanza e il responsabile del dipartimento Dipendneze Patologiche, Giuseppe Mustile.
“È una scelta – termina Cartia – che valorizza l’ospedale Busacca e restituisce alla città un ruolo centrale nella rete provinciale e regionale dei servizi di cura. Allo stesso tempo, rappresenta una risposta di grande valore per tante famiglie che vivono il dramma delle dipendenze, offrendo un percorso di accoglienza, cura e speranza”.
Pensieri opposti, quindi, tra Sindaco e segreteria cittadina di Forza Italia. Bisognerà capire se questa discordanza allontanerà di nuovo via Fiumillo da palazzo “Palle”, in contatto per riallacciare i rapporti. Marino e Cartia, nelle passate settimane, avevano avviato un dialogo per creare delle eventuali condizioni per un ingresso in maggioranza della seconda componente azzurra, visto che tre quarti del gruppo consiliare (Enzo Giannone, Giuseppe Arrabito e Andrea Di Benedetto) sostiene già il primo cittadino.
Sul fronte dei “no”, capitanato dal Sindaco, non si può non notare la presenza di “Orizzonti”. L’associazione del presidente Orazio Ragusa sostiene il pensiero contrario all’attivazione del CPA sbandierato dal Sindaco, nonostante le parti avessero avuto un acceso battibecco nei giorni scorsi. Orizzonti esorta l’ASP e le istituzioni a “non optare per una scelta improvvisata e inadatta, ma a investire nel polo sanitario di rilevanza nazionale che Scicli merita, portando salute, eccellenza e sviluppo”.

Stando al sodalizio, il “modello di successo di un percorso di recupero dalle dipendenze, basato sul principio del reinserimento lavorativo e sociale non può essere replicato in un ospedale. Ciò richiede laboratori, attività manuali e vita di comunità, elementi che mancano in un ambiente ospedaliero, per sua natura chiuso, medicalizzato e asettico. Destinare un padiglione a questa funzione – si legge nella nota di Orizzonti – rischierebbe di creare una ‘cattedrale nel deserto’, senza la necessaria infrastruttura psicosociale e formativa”.
Per l’associazione vi è poi il rischio di “ghettizzazione”, in quanto il ‘Busacca’, lontano dal centro cittadino e con la contiguità dei reparti di lungodegenza, “non favorirebbe l’inclusione sociale, ma l’isolamento degli ospiti in fase di recupero. L’attuale destinazione PNRR del nosocomio sciclitano (Ospedale di Comunità) si focalizza sull’assistenza a bassa intensità e sui medici di base. Un centro per dipendenze necessita, invece, di un team multidisciplinare specifico di educatori professionali, formatori e specialisti in reinserimento, figure non previste nell’odierna dotazione organica”.
Da Orizzonti viene proposta un’alternativa al CPA, ossia il DCA, centro Disturbi del Comportamento Alimentare. “La riteniamo una scelta vincente – spiega il presidente del gruppo Orazio Ragusa – perché va a colmare un vuoto sanitario. La Sicilia, infatti, è drammaticamente carente di strutture riabilitative DCA accreditate, nonostante l’aumento esponenziale dei casi. Scicli diventerebbe un riferimento interregionale”.
“Occorre, infine, considerare anche come un centro per disturbi del comportamento alimentare – conclude Ragusa – generi un indotto stimato tra i €2,5 e i €4,2 milioni annui. I lunghi periodi di ricovero e la presenza dei familiari accompagnatori sosterebbero l’ospitalità, la ristorazione e il commercio locale, creando nuova occupazione specializzata”.
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