SCICLI – Pennarello rosso, sul grafico finanziario tracciata una freccia sempre più proiettata verso il basso. La raffigurazione viene fatta da “Cambiare Scicli”, analizzando i conti del Comune. Il comitato del presidente Giuseppe Implatini non usa mezzi termini: “Emerge un peggioramento di una situazione finanziaria già disastrosa”.
La leva dell’allarme viene tirata giù. I numeri del Rendiconto della gestione finanziaria 2024 hanno spinto Implatini a intervenire per avvisare sulle “enormi difficoltà finanziarie” di palazzo “Palle”.
Prima rilevazione del comitato basata sui debiti del Comune: “Nel 2015 ammontavano a 24,4 milioni di euro, mentre il 2023 aveva fatto registrare una diminuzione a 19,1 milioni; sono aumentati poi lo scorso anno, arrivando a 24,3 milioni. Stessa cosa per gli interessi passivi, pagati dal nostro Ente. Dai 563 mila del 2023 ai 667 mila euro del 2024”.
Implatini si concentra su un altro dato critico. “I residui attivi, vale a dire i crediti del Comune da riscuotere – spiega il presidente di CS -, dal 2015 al 2024 sono passati da 24 milioni di euro a oltre 88. Va sottolineato che il Comune cancella annualmente quelli non riscossi, per avvenuta prescrizione. Solo lo scorso anno ne sono stati cancellati oltre 4,8 milioni. Per inciso l’attuale livello di tassazione locale è diventato insostenibile, per cui gran parte di contribuenti, con pensioni e redditi minimi, non riesce a pagare le imposte e tasse comunali”.

A giudizio di Cambiare Scicli questi sono dati che dimostrano come il Piano di Riequilibrio Finanziario, dopo dieci anni, “non abbia realizzato il risanamento finanziario del Comune”. Anzi, la situazione è “peggiorata – prosegue Implatini – rispetto all’anno 2015, perché l’ammontare del debito non ha fatto registrare nessuna variazione positiva, rimanendo immutato, nonostante l’aumento della tassazione locale ai massimi livelli”.
Stando al comitato, la disastrosa situazione finanziaria del Comune di Scicli affonda le radici soprattutto “nell’elevato livello della spesa dell’ente e nell’incapacità di riscuotere i propri crediti. Cosicché le conseguenze della pessima amministrazione del Comune sono state scaricate sui cittadini, con l’aumento dell’addizionale comunale Irpef (dallo 0,4% allo 0,8% e dell’IMU-TASI dallo 0,76% all’1,06%), a partire dal 2015, provocando così un maggiore esborso, di oltre 30 milioni di euro, da parte dei contribuenti del nostro Comune”.
In tale contesto finanziario, Implatini addossa le responsabilità sulla politica: “Decenni di pessima gestione del Comune ricadono su tutte le vecchie amministrazioni di sinistra e centrosinistra della prima repubblica, formate da PCI, DC e PSI, nonché sui nuovi amministratori di centrosinistra, quali i sindaci Falla e Giannone, e adesso dei centristi, i cosiddetti movimenti civici dell’attuale amministrazione Marino”.
Le “speranze” di Implatini sono riposte nei giovani. “Solo loro potranno formare una nuova classe politica, sostituendo l’attuale, costituita in gran parte da incompetenti ed opportunisti, il cui unico movente è la religione dell’interesse personale. Dobbiamo organizzarci – termina il presidente del comitato – per formare giovani preparati, qualificati e competenti per gestire la cosa pubblica”.
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