CdD sul 25 novembre: “Ricordo e speranza, anche se il colle è rimasto senza rosso”

La Casa delle Donne ieri ha commemorato le donne vittime di femminicidio e dato uno sguardo fiducioso al futuro, invocando un cambiamento

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SCICLI – Manifesto eloquente di una “strage infinita”. Il numero 91 è apparso ieri sul colle San Matteo, simboleggiando le vittime di femminicidi avvenuti in Italia da inizio anno. Per il 25 novembre, la Casa delle Donne di Scicli ha srotolato sulla balaustra dell’antico Duomo della città il drammatico conteggio.

Uno striscione nero, il colore del dolore – commenta l’associazione – che grava sulle famiglie e sugli affetti di ogni donna uccisa, segnata in bianco”. Quello dell’associazione è stato un “gesto semplice, certo, ma necessario!”.

Il drappo ideato dalla CdD è stato l’unico segno di lotta alla violenza di genere ad apparire sul simbolo della città. Con profonda amarezza, infatti, le associate non mancano di far notare che l’antica chiesa matrice non è stata illuminata con una colorazione speciale, come solitamente avviene per ricorrenze o campagne di sensibilizzazione durante l’anno. “Il colle non si è tinto di rosso. Immerse come siamo in una frenesia che ci distrae e anestetizza – scrive il gruppo -, sarebbe bastato sollevare lo sguardo in alto, come tutte e tutti facciamo, quasi istintivamente, per ricordarci della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e scuoterci dal comodo torpore della quotidiana indifferenza, facendoci rivolgere un pensiero alle sorelle uccise dall’inizio del 2025. Quel rosso, insomma, avrebbe potuto non significare nulla, e al contempo avrebbe saputo farci sentire meno sole, nel dolore o nella lotta. Pazienza: San Matteo tornerà a tingersi di luci colorate alla prima futile occasione”.

La Casa delle Donne ha parlato anche di futuro. Nel pomeriggio di ieri è stato organizzato dalle associate un incontro alla Chiesa Metodista, a cui ha partecipato l’avvocata Patrizia Schiarizza, presidente de “Il Giardino segreto”, associazione che si occupa di orfani di femminicidio. Schiarizza, insieme alla presidente della CdD di Scicli, Melania Carrubba, ha annunciato il desiderio e l’auspicio di suggellare un protocollo d’intesa, che possa diventare “un faro per un territorio martoriato dalla violenza domestica.

Nell’occasione sono state ricordate Rosetta Trovato e Lia Rizzone Favacchio, alla presenza del fratello della donna sciclitana uccisa dal marito nel 2012 e di Francesca Rizzone Favacchio, che con Schiarizza si occupa delle bambine e dei bambini rimasti senza genitori, a seguito di un femminicidio, e porta nelle scuole la propria testimonianza.

È stato proiettato, con grande commozione – afferma Carrubba -, il passato nel presente; poi il futuro ha fatto irruzione nella sala gremita: studentesse e studenti tra i 15 e i 18 anni hanno emozionato il pubblico con letture e performance; hanno mostrato consapevolezza, tenacia nelle avversità, creatività e audacia.

Alla fine la parola che più volte è rimbalzata sulle bocche di tutte le persone presenti – termina la presidente di CdD – è stata ‘speranza’. E nessuno può ucciderla!”.

 

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