SCICLI – Ingiustificata, agli occhi dell’opposizione, la protesta organizzata: “Se solo fossero rimasti in aula…”. Nemmeno Sinistra Italiana accetta le “spiegazioni” della Maggioranza. Il partito critica duramente l’atteggiamento avuto, ieri sera in Consiglio comunale, convocato in adunanza aperta sul CPA all’ospedale “Busacca”, dalle forze di governo, arrabbiatesi per l’assenza dei vertici dell’Asp di Ragusa. Alzarsi dagli scanni e andar via, a detta di SI, ha rappresentato “uno sfregio al dibattito democratico e alla volontà di ascolto del numeroso pubblico presente”.
Rimanendo ai loro posti, i consiglieri di Maggioranza “avrebbero potuto ascoltare – commenta la forza politica di opposizione – la chiara esposizione del dottore Giuseppe Mustile riguardo ai termini e alle modalità di gestione del nuovo Centro”.
Sui dubbi relativi alla scelta del “Busacca” per ospitare il CPA, Sinistra Italiana fa notare alla coalizione del Sindaco come le “caratteristiche strutturali del nostro ospedale, che si contraddistingue per la sua suddivisione in padiglioni, garantiscono le condizioni di sicurezza e il rispetto dei protocolli richiesti per un reparto di questo tipo, fortemente voluto dalla Regione e previsto in ogni Provincia”.
Per SI, inoltre, il Consiglio aperto è però arrivato fuori tempo massimo. “La Maggioranza consiliare, con il Sindaco in testa – riporta la nota del partito -, ha più volte espresso la propria frustrazione per essere stata, a loro giudizio, messa ai margini di una decisione che avrebbe dovuto coinvolgere l’intera città”. Giudicata “ambigua” la posizione del primo cittadino, che “appellandosi a una presunta marginalizzazione dell’amministrazione sciclitana nella vicenda, non ha avuto il coraggio – si legge nel documento – di dichiarare in modo chiaro se fosse favorevole o contrario all’apertura del CPA. Una esitazione che lascia pensare a un timore di esporsi, forse perché non si aveva chiara percezione di quale potesse essere il sentimento popolare su un tema così delicato”.
Il centro può rappresentare una “risposta concreta e un percorso di guarigione – aggiunge SI – non solo per le persone tossicodipendenti, ma anche per le loro famiglie, troppo spesso lasciate sole, stigmatizzate e costrette a vivere nella disperazione e nell’emarginazione”.
“Quello di ieri sera – termina il documento – è stato purtroppo lo spettacolo di una coalizione politicamente destabilizzata: da un lato il tentativo di cavalcare un malcontento popolare, che vorrebbe allontanare i più fragili, dall’altro l’imbarazzo di doversi confrontare con un decreto emanato dalla stessa maggioranza regionale di riferimento”.
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